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Agire insieme
come un popolo

· Il cardinale arcivescovo di Manila denuncia le uccisioni in operazioni antidroga ·

 Un invito a riflettere, pregare e agire sull’intensificarsi della guerra contro la droga condotta dal governo filippino è stato rivolto a tutti i cattolici dall’arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, cardinale Louis Antonio G. Tagle. In una lettera pastorale destinata a tutte le parrocchie, il porporato ha ricordato di aver partecipato tra il 12 e il 17 agosto all’incontro della Caritas America latina tenuto in El Salvador. «Un paese in cui molte persone hanno perso la vita in una guerra civile. Ancora oggi esso combatte contro i gruppi armati. In El Salvador — ha spiegato l’arcivescovo di Manila — ho sentito notizia dell’incremento degli omicidi nel nostro paese, a causa di una guerra intensa contro le droghe illegali. Vi invito a riflettere, pregare e agire».

Nelle Filippine, in meno di quattro giorni, a partire dal 15 agosto, le squadre antidroga della polizia hanno ucciso 32 presunti spacciatori a Bulacan e altri 49 nell’area metropolitana di Manila, per un totale di 81 morti. «La minaccia delle droghe — ha affermato il cardinale — è reale e distruttiva. Dobbiamo affrontarla e agire insieme, come un popolo. Purtroppo, essa ci ha divisi. Data la complessità delle problematiche, nessun singolo individuo, gruppo o istituzione può affermare di avere l’unica risposta giusta. Abbiamo bisogno gli uni dell’altro. Non possiamo ignorarci. Invitiamo le famiglie, le agenzie governative nazionali, le amministrazioni locali, le organizzazioni popolari, le scuole, le comunità di fede, i medici, la polizia e le forze armate che si occupano dei tossicodipendenti, a riunirsi, ascoltarsi e tracciare un percorso comune. Il problema della droga — ha aggiunto — non deve esser ridotto a un problema politico o penale. Esso è una questione umanitaria che colpisce tutti noi. L’arcidiocesi di Manila sarebbe disposta a ospitare un tale dialogo multisettoriale».

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22 settembre 2019

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