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Rifiuto di ogni violenza

· Dai rappresentanti cristiani appelli alla prudenza su un eventuale attacco militare in Siria ·

Pregare lo Spirito Santo «affinché illumini i cuori di coloro che hanno tra le mani il destino delle popolazioni», dicendo loro di «non dimenticare l’aspetto umano nelle proprie decisioni». Quella del patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, è solo l’ultima voce ad aggiungersi nel coro dei cristiani d’Oriente allarmati alla notizia che un attacco militare delle forze occidentali in Siria potrebbe essere imminente.

Twal lancia un appello alla prudenza per la stabilità di tutta la regione e si interroga sui rischi di una escalation della violenza: «Chi ha pensato alle conseguenze di una tale guerra per la Siria e per i Paesi vicini? C’è bisogno di aumentare il numero dei morti?». E aggiunge: «Come cristiani di Terra Santa ricordiamo nelle nostre preghiere i siriani di cui vediamo tutte le sofferenze quando vengono a rifugiarsi nella nostra diocesi in Giordania» (il conflitto ha già portato l’afflusso di più di 500.000 rifugiati siriani nel regno hashemita).

«Se i Paesi occidentali vogliono creare una vera democrazia — ha dichiarato ad AsiaNews il patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti, Gregorios III Laham — devono costruirla con la riconciliazione, con il dialogo fra cristiani e musulmani, non con le armi. L’attacco pianificato è un atto criminale, che mieterà altre vittime, oltre alle migliaia di questi due anni di guerra. Ciò farà crollare la fiducia del mondo arabo verso il mondo occidentale».

Anche il patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Raphaël I Sako, esprime — all’agenzia Fides — la sua preoccupazione per un intervento in Siria che costituirebbe «una sciagura. Sarebbe come far scoppiare un vulcano con un’esplosione destinata a travolgere l’Iraq, il Libano, i Territori palestinesi. Il nostro Paese», aggiunge parlando dell’Iraq, «è ancora martoriato dalle bombe, dai problemi di sicurezza, dall’instabilità e dalla crisi economica».

Ignace Youssif III Younan, patriarca di Antiochia dei Siri, in un’intervista a Terrasanta.net invita le forze occidentali «ad aiutare le varie parti in conflitto a trovare vie per la riconciliazione, ad avviare il dialogo per delle riforme basate su un sistema pluralista di governo». Tutta la popolazione soffre, ma i cristiani in particolare, «vittime dell’odio». E il patriarca di Antiochia dei Maroniti, cardinale Béchara Boutros Raï, a Radio Vaticana parla, riferendosi ai conflitti in Siria, in Egitto, in Iraq, di «guerre senza fine» alle quali sia i Paesi occidentali sia i Paesi orientali devono trovare presto una soluzione.

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15 ottobre 2019

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