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Riesplode la violenza tra Israele e Gaza

· Otto vittime ·

Sette palestinesi, tra cui un comandante dell’ala militare di Hamas, e un soldato israeliano sono rimasti uccisi ieri sera nel corso di un’operazione militare israeliana nel sud della striscia di Gaza. Lo hanno confermato, riferisce il quotidiano «Haaretz», fonti dell’esercito israeliano. Fonti palestinesi hanno anche riferito di massicci raid aerei israeliani.

Lo scontro a fuoco ha immediatamente fatto risalire la tensione, tanto da costringere il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, a tornare in patria per seguire gli sviluppi della situazione. Netanyahu si trovava a Parigi per partecipare alle commemorazioni dei cento anni dall’armistizio che pose fine alla prima guerra mondiale.

«Gli scontri — ha detto Hamas — sono scoppiati quando membri di un’unità speciale israeliana sono entrati nella Striscia per colpire il comandante locale, Nur Barake». Fonti locali della Striscia hanno riferito che le fazioni armate palestinesi hanno proclamato lo stato di massima allerta.

Immediatamente dopo i fatti, nelle zone israeliane a ridosso della Striscia sono risuonate, almeno tre volte, le sirene di allarme antimissile. Un portavoce militare ha riferito che sono stati effettuati due lanci dalla Striscia e che entrambi i missili sono stati intercettati.

Data la situazione, il ministero della difesa israeliano ha indetto una riunione di emergenza, mentre le rotte di arrivo e di partenza per i voli dell’aeroporto Ben Gurion sono state spostate più a nord.

Negli ultimi giorni, la tensione tra Israele e Gaza si era allentata, grazie alla mediazione dell’Egitto e delle Nazioni Unite. Israele, inoltre, aveva consentito l’ingresso nella Striscia di 15 milioni di dollari provenienti dal Qatar per gli stipendi dei dipendenti pubblici.

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26 febbraio 2020

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