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Ricucire ciò che viene strappato

· ​Mattarella ad Amman plaude alla moderazione della Giordania e al suo modello di accoglienza ·

«Ricucire sempre ciò che in quest’area troppo spesso viene strappato»: sono parole del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in visita da martedì in Giordania. Ieri, da Amman, il capo dello stato ha invitato a «perseguire infaticabilmente il dialogo» nello scenario mediorientale, seguendo quello che ha definito il «saggio esempio di moderazione della Giordania», paese che ha definito «un hub della ricostruzione» dell’intera area.

Mattarella ha incontrato re Abdullah II, con il quale ha affrontato i temi più delicati che riguardano l’area. In particolare, nel giorno in cui sono stati resi noti i risultati delle elezioni politiche israeliane, si è parlato di temi che riguardano Israele. Mattarella ha sottolineato che Gerusalemme «è una città universale, che appartiene alle tre grandi religioni monoteiste, cristianesimo, ebraismo e islam, e bisogna tenere conto di questa particolare specificità». «L’Italia, come tutta l’Unione europea, sostiene — in linea con l’Onu — la risoluzione sul modello di “due popoli due Stati”», ha ricordato Mattarella. Ciò significa — ha precisato — che in base a questa risoluzione «non saranno accettate mutazioni dei confini o territoriali unilaterali».

Negli incontri precedenti avuti in Giordania il presidente della Repubblica italiana si è soprattutto soffermato sul «lavoro straordinario» della Giordania in tema di profughi. Mattarella ha visitato due giorni fa il campo di accoglienza di Zaatari. Dopo aver integrato le prime ondate di profughi palestinesi e irachene, la Giordania ha affrontato le conseguenze della guerra siriana, accogliendo nel suo piccolo territorio oltre un milione di profughi siriani.

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19 ottobre 2019

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