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Ricostruire le comunità

· ​L’impegno dell’episcopato messicano dopo il terremoto ·

I segni del terremoto che ha sconvolto il Messico nel passato mese di settembre presentano un quadro a dir poco impressionante, contando gli edifici di culto cattolici danneggiati o le comunità provate dal sisma. Assieme alla Caritas, la Conferenza episcopale messicana ha presentato il rapporto dei danni elaborato ascoltando parroci e gli istituti religiosi che hanno sperimentato gli effetti violenti delle ripetute scosse. 

Le chiese colpite risultano 1.850, considerando in questo numero anche cattedrali, basiliche e santuari. I danni si sono registrati anche in seminari, uffici e case parrocchiali. Un panorama assai desolante che però — anche grazie agli aiuti fatti arrivare da Papa Francesco e da alcune conferenze episcopali — ha suscitato una gara di solidarietà con l’obiettivo di ricostruire, pietra su pietra, uno spazio così importante per la vita comunitaria.
Gli edifici danneggiati si trovano in 26 delle 95 diocesi del paese. A oggi si contano danni a 17 cattedrali, 4 basiliche, 44 santuari, 76 tra conventi ed edifici annessi. Inoltre, sono in rovina 226 cappelle, 31 case parrocchiali, 11 spazi di formazione come seminari e 1.411 parrocchie. Con l’aiuto del catalogo dell'Istituto nazionale di antropologia e storia, che è stato condiviso dalla Segreteria della cultura, nell’ottobre del 2017 sono stati identificati 1.603 edifici storici di natura religiosa, danneggiati in 11 stati del paese.
Vale la pena notare che il segretariato generale della Conferenza episcopale e la Dimensione dei beni culturali della Chiesa, hanno lavorato insieme per sostenere la ricostruzione di questi templi considerati monumenti storici, elementi di non poco conto per l’identità di un paese. Piazze, strade e contrade, non sono più le stesse perdendo il punto di ritrovo di una comunità, piccola o grande che sia. (nicola nicoletti)

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21 novembre 2018

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