Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Ricordiamoci questo nome

· Emanuele Crestini ·

Emanuele Crestini è morto nella notte dello scorso 20 giugno, dopo 10 giorni trascorsi in ospedale, alla fine i suoi polmoni, che avevano inalato molto fumo, e le ustioni hanno avuto la meglio. Crestini era sindaco di Rocca di Papa, il 10 giugno a seguito di alcuni lavori una fortissima esplosione ha investito il palazzo comunale e altre strutture affacciate lungo il Corso del Paese. Molti feriti e due morti, oltre al sindaco, infatti, ha perso la vita Vincenzo Eleuteri, delegato ai servizi cimiteriali del comune.

Emanuele Crestini, subito dopo l’esplosione, malgrado avesse riportato varie ustioni, invece di lasciare l’edificio del comune ha fatto evacuare tutti i dipendenti e visitatori, come il comandante di una nave che sta affondando ha voluto abbandonare per ultimo la nave, e questo lo ha pagato, con la vita.

Il sindaco era innamorato del suo paese, di Rocca di Papa, e non gli si può dare di certo torto. Per chi, come anche il sottoscritto, vive ai Castelli Romani è impossibile non affezionarsi e non amare i propri paesi. Per la loro bellezza, storica e naturalistica, che da sempre ha attratto viaggiatori e turisti.

Crestini aveva 47 anni, prima di diventare sindaco aveva fatto vari lavori, si occupava di politica da molto tempo, con passione e dedizione. Da circa sette anni era fidanzato con Veronica Cetroni, una commercialista, anche lei residente ai Castelli Romani.

Le sue gesta, il suo eroismo, hanno superato i confini nazionali, la notizia della sua morte è apparsa su molti media in ogni angolo del mondo.

E non potrebbe essere altrimenti.

Ciò che ha colpito, se vogliamo l’anomalia di questa vicenda, è che a compiere il gesto eroico è stato un politico, una categoria umana che nell’immaginario popolare è incline a ben altre attività, non tutte costruttive, anzi. Oramai, il politico è visto come accentratore di malaffare, arruffone ed egoista, l’esatto opposto di quel che ha mostrato Crestini con il suo comportamento esemplare.

Perché la realtà non è tutta così negativa, e i Castelli romani, nel corso degli ultimi trenta, quarant’anni, sono stati officina di straordinari esempi di amministrazione locale. Perché è dal territorio, dal buon governo dei piccoli comuni, che l’Italia può e deve ripartire.

Come stava facendo Emanuele Crestini, prima che la disgrazia non si abbattesse su di lui e il suo paese, coinvolgendo tutti come un’unica grande famiglia. E lui da padre di famiglia si è comportato, pensando prima alla vita dei suoi figli, i suoi concittadini, che a se stesso.

di Daniele Mencarelli

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE