Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Riconversione monetaria in Venezuela

· A causa delle grave crisi economica ·

Il Venezuela è al centro da oggi di una importante riconversione monetaria, la seconda degli ultimi dieci anni. Il bolívar forte, attualmente in circolazione, sarà sostituito dal bolívar sovrano, che avrà cinque zeri in meno e sarà strettamente collegato alla criptomoneta locale denominata Petro. Quest’ultimo, garantito dalle riserve petrolifere del paese, avrà un valore di 3.600 bolívar sovrani.

Le nuove monete saranno da 0,50 e da un bolivar, mentre le banconote avranno il valore di 2, 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 bolívar, sostituendo le vecchie che andavano da 1.000 e fino a 100.000 introdotte nel 2016-17. L’eliminazione degli zeri si è resa necessaria, fra l’altro, anche per la fortissima inflazione esistente nel paese, che secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi) potrebbe giungere a fine anno a 1.000.000 per cento.
Di fronte a questa iniziativa, che verrà accompagnata da altre che saranno adottate nelle prossime settimane riguardanti mercato dei cambi, costo del carburante e riorganizzazione del valore degli stipendi, l’opposizione ha annunciato per martedì uno sciopero generale. Tale azione è stata convocata esplicitamente «contro il pacchetto di misure del presidente Nicolás Maduro». Ieri in una conferenza stampa il dirigente del partito di opposizione La causa radical (Lcr), Andrés Velásquez, ha sostenuto che la popolazione ha deciso «di rispondere a Maduro con uno sciopero nazionale di ripudio, disprezzo e malessere totale».
Intanto, le migliaia di venezuelani che continuano a lasciare il paese per sfuggire alla grave crisi economica e istituzionale trovano crescenti difficoltà. L’Ecuador nei giorni scorsi ha introdotto nuove regole per impedire l’ingresso sul suo territorio a coloro che sono sprovvisti del passaporto. Come conseguenza centinaia di persone sono state bloccate nella vicina Colombia. La Bbc riferisce che sabato circa 300 venezuelani sono rimasti bloccati al confine del ponte internazionale Rumichaca, al di fuori della città colombiana di Ipiales, esausti dopo aver viaggiato a piedi o in autostop per settimane e aver raggiunto la frontiera portando solo carte d’identità.

Migliaia di persone in fuga avevano attraversato finora il confine usando la carta d’identità, la maggior parte di loro per raggiungere i familiari in Perú o in Cile. La Colombia ha protestato contro la misura del governo di Quito. Secondo le ultime stime più di un milione di migranti sarebbero entrati in Colombia negli ultimi 15 mesi, e più di 4.000 sono arrivati ogni giorno al confine con l’Ecuador. La crisi migratoria venezuelana sta causando tensioni e portando a politiche migratorie più dure anche in altri paesi della regione.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE