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Crimine contro Dio

· Dai leader religiosi indiani una dichiarazione comune contro la schiavitù ·

La schiavitù è un «crimine contro Dio». Per questo undici leader religiosi indiani, appartenenti alle maggiori tradizioni di culto presenti nel subcontinente asiatico, hanno firmato un documento nel quale si impegnano a usare tutta la loro influenza per porre fine a ogni tipo di sfruttamento e abuso nei confronti di milioni di uomini, donne e bambini nel mondo. In occasione della giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù, rappresentanti indù, cristiani, ebrei, musulmani, sikh, giainisti e baha’i hanno aderito — riferisce l’agenzia Reuter — a una dichiarazione promossa dal Global Freedom Network, organizzazione mondiale con base in Australia impegnata nell’ambizioso obiettivo di sradicare entro il 2020 la tratta degli esseri umani e ogni forma di moderno sfruttamento.

Un’emergenza particolarmente sentita in India, dove è ancora forte la discriminazione sociale verso i dalit, ovvero i fuori casta, e dove secondo un recente studio condotto dalla Walk Free Foundation, vivono sedici milioni di “schiavi”, cioè quasi la metà dei circa 36 milioni calcolati a livello mondiale. 

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23 febbraio 2017

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