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Riconciliazione in Colombia

· ​Sostegno internazionale all’intesa tra Bogotá e le Farc ·

Bogotá, 25. La Colombia ha intrapreso la strada della pace dopo lo storico accordo sul cessate il fuoco firmato all’Avana dal Governo di Bogotá e le Farc.

Diversi Paesi latinoamericani, gli Stati Uniti, l’Unione europea e altri organismi internazionali si sono mostrati in queste ore disposti ad appoggiare politicamente ed economicamente il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, che ha vinto la sua scommessa sul processo di pace, chiudendo il sanguinoso conflitto con le Farc .

I colombiani celebrano a Medellín l’accordo per il cessate il fuoco tra il Governo e le Farc (Reuters)

Il segretario di Stato americano, John Kerry, è stato uno dei primi a felicitarsi con il capo dello Stato colombiano per le intese, che dopo 52 anni hanno posto fine «alla guerra di più lunga durata nell’emisfero». Il capo della diplomazia di Washington ha ribadito l’impegno assunto dal presidente, Barack Obama, di stanziare 450 milioni di dollari per il post-conflitto e ha assicurato l’impegno ad aiutare il Governo affinché i compromessi assunti durante i negoziati producano «benefici tangibili per la popolazione». Dal canto suo, l’alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha definito «storico» l’accordo firmato nella capitale cubana e ha sottolineato che l’Ue finanzierà con 575 milioni di euro (655 milioni di dollari) il periodo successivo all’accordo «per una pace duratura, basata sulla verità e la riparazione per le vittime». Anche la Banca di sviluppo dell’America latina ha reso noto che destinerà il prossimo anno un miliardo e mezzo di dollari per finanziare progetti che «generino condizioni e opportunità nella società colombiana per una convivenza armoniosa». L’intesa sul definitivo cessate il fuoco firmata all’Avana tra Bogotá e le Farc si aggiunge agli accordi già definiti in passato: la riforma rurale, la partecipazione politica degli ex guerriglieri e la produzione e vendita di droga e, infine, l’amnistia per i delitti politici e la creazione di una «giurisdizione speciale per la pace». Ora per raggiungere il traguardo della pace la strada è in discesa.

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22 agosto 2019

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