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Alla ricerca della trasparenza

· Ricordo di Carla Attardi ·

Carla Accardi quest’anno avrebbe compiuto novant’anni. È morta a Roma domenica 23 febbraio. 

Aveva una casa-studio nel centro storico, arrampicata sui tetti di Roma con una terrazza a trecentosessanta gradi, su cui si apriva la sua camera da letto. 

La prima volta che sono andato a trovarla è stato per l’autentica di una sua opera in ceramica e avevamo simpatizzato a causa della comune origine siciliana. Era nata a Trapani il 9 ottobre del 1924 e le saline, così come quel sole abbagliante che cancella i colori, così che resti solo il segno, il profilo mentale del contorno delle cose, avevano indirizzato il suo credo artistico: «L’interesse per me era la trasparenza, infatti in alcune mie opere si vede il telaio. Volevo rendere trasparente quello che era intorno a noi».

Arrivata a Roma conobbe artisti come Consagra, Dorazio, Perilli, Turcato. Il gruppo (che comprende sia lei che il marito) diventa celebre perché pubblica un manifesto: «Forma 1». Qui si gettano le basi per un’arte non figurativa che si oppone al neorealismo imperante in quegli anni.

Sandro Barbagallo

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23 agosto 2019

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