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Riaperto in Francia
il dibattito
sulla fecondazione eterologa

· Il comitato consultivo di etica propone di allargare la pratica ·

Il comitato consultivo nazionale di etica (Ccne) si è pronunciato a favore di un allargamento alle coppie di donne e alle donne celibi della procreazione medicalmente assistita, finora riservata alle coppie eterosessuali sterili. È quanto emerge dal documento — lungo una settantina di pagine — sulle «aspettative della società in materia di accesso alla procreazione medicalmente assistita», pubblicato da quest’organo consultivo, creato dal presidente François Mitterrand nel 1983 dopo gli accesi dibattiti provocati dalla nascita del primo «bambino in provetta».

In questo lungo testo, il Ccne giustifica il suo parere sostenendo che, «anche se non tutti i desideri devono essere esauditi, si può essere fiduciosi nei progetti delle donne che desiderano diventare madri attraverso pratiche che non erano loro consentite». Prosegue il comitato: «Concepire un bambino in un contesto di coppia dello stesso sesso, per esempio, è un progetto lungamente maturato che rende la gravidanza un evento programmato e desiderato; conservare invece l’attuale normativa, che prevede la fecondazione artificiale con dono di sperma alle sole coppie eterosessuali sarebbe un ingiustizia della società nei confronti delle richiedenti». Il Ccne rimane invece sempre contrario alla maternità surrogata.

Molte le reazioni dopo la pubblicazione dell’avviso. Le Associazioni familiari cattoliche ritengono «pericoloso modificare questo equilibrio, per rispondere alle pressioni delle lobbies a favore del “diritto al bambino”». Le risorse a disposizione destinate a curare le patologie, avvertono le Afc, sarebbero così utilizzate per creare artificialmente una fertilità di convenienza. «Utilizzando le tecniche di pma per le donne single o in coppia, si priva deliberatamente il bambino di un padre, quando sempre più numerosi specialisti dell’infanzia sottolineano l’importanza della presenza del padre e dell’accesso alle origini nel processo di formazione del bambino». Inoltre, le Afc non hanno mancato di sottolineare le divergenze espresse da alcuni dei membri del comitato, favorevoli a uno statu quo in materia di procreazione assistita.

Secondo l’associazione di difesa della vita Alliance vita, «la posizione presentata in modo contorto dal Ccne introduce una disparità tra i bambini volontariamente privati di padre attraverso la pma, e gli altri». Alliance vita ritiene «assurdo basarsi sulla sofferenza delle donne come argomento per legittimare la dolorosa discriminazione che subisce il bambino». «Perché calpestare i diritti del bambino? Per quale motivo le donne potrebbero avere un diritto al “bambino senza padre”?», interroga l’associazione. Nel suo comunicato, Alliance vita chiede al governo «di non consentire l’accesso alla fecondazione eterologa nei casi di donne single o in coppia, che condurrebbe inesorabilmente verso la maternità surrogata. Né i bambini, né le donne sono oggetti da acquisire».

Da anni si aspettava il parere del Ccne : era stato lo stesso presidente Hollande a chiedere una dettagliata valutazione da parte del comitato, anche per temporeggiare dopo l’adozione della legge che autorizza il matrimonio per tutti. Ora, spetterà al suo successore all’Eliseo di decidere se seguire o meno la linea del Ccne. Durante la campagna elettorale, il candidato Macron si era dichiarato a favore di un’apertura alla procreazione medicalmente assistita per tutte le donne. Tuttavia, per evitare di trattare subito questo tema scottante, il presidente potrebbe aspettare che si riuniscano gli stati generali della bioetica, previsti dal nuovo presidente del Ccne per il 2018, in vista della revisione delle leggi che riguardano anche la procreazione medicalmente assistita.

da Parigi Charles de Pechpeyrou

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22 gennaio 2020

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