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Riaffermare i diritti umani
per costruire la pace

· Il Papa al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede ·

È necessario riaffermare i diritti fondamentali della persona umana per costruire un nuovo clima di pace e fiducia tra le nazioni. Lo ha raccomandato Papa Francesco ai membri del corpo diplomatico accreditati presso la Santa Sede, ricevuti nella mattina di lunedì 8 gennaio, nella Sala Regia.

Un ferito soccorso nella cittadina siriana di Arbin (Afp)

La tradizionale udienza di inizio anno ha offerto al Pontefice, come di consueto, l’occasione per tracciare un diagramma puntuale e aggiornato dell’attuale scenario internazionale. Letto, questa volta, attraverso la lente dei diritti umani fondamentali sanciti solennemente dalla Dichiarazione universale adottata settant’anni fa dalle Nazioni Unite. Un documento che Francesco giudica ancora oggi «importante» perché attesta e ratifica una serie di principi «enunciati per rimuovere i muri di separazione che dividono la famiglia umana e favorire quello che la dottrina sociale della Chiesa chiama sviluppo umano integrale».

In questa luce il Papa — non senza aver constatato la distorta interpretazione di alcuni di questi diritti imposta attraverso una vera e propria «colonizzazione ideologica» — ha denunciato la loro violazione in diversi ambiti: a cominciare da quello della vita (con un accento particolare al dramma dei bambini non nati), della libertà, della inviolabilità e della salute della persona. Con sguardo preoccupato Francesco ha poi enumerato le tragiche situazioni di conflitto che infiammano i quattro angoli del pianeta, insistendo soprattutto sullo stretto legame tra disarmo e sviluppo integrale. E ribadendo che le controversie non vanno risolte con il ricorso alle armi ma attraverso il negoziato e il dialogo. Auspicati dal Pontefice per risolvere le contrapposizioni che minano la convivenza nella penisola coreana, in Siria, in Yemen, in Afghanistan, nella Terra santa e in tutto il Medio oriente, o moltiplicano ingiustizie e sofferenze in Venezuela, in Africa, in Ucraina.

Nell’ampio discorso del Papa c’è stato spazio anche per il tema della famiglia, per la questione dei migranti — con l’invito a mettere da parte strumentalizzazioni e «paure ancestrali» per aprirsi all’accoglienza e all’integrazione — e per l’emergenza lavoro. Da Francesco, infine, l’appello alla libertà di religione: un diritto «sovente disatteso» o strumentalizzato «per giustificare ideologicamente nuove forme di estremismo».

Il discorso del Papa 

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