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Un sorriso
per i bambini di Aleppo

· Allestito un campo estivo in una parrocchia siro-cattolica ·

Trentamila euro sono stati stanziati dalla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) per finanziare un campo estivo nella parrocchia siro-cattolica di Sant’Efrem, situata nell’antico quartiere siriaco di Aleppo. Ormai da sei mesi nella città martire siriana sono cessati i combattimenti, e nonostante in alcune aree periferiche vi siano ancora scontri e nonostante la difficile situazione economica, milleduecento tra giovani e bambini cristiani potranno finalmente cominciare a vivere momenti di serenità. 

Il campo estivo avrà luogo nella cosiddetta Valle dei cristiani (Wadi-al-Nasara), vicino ad Homs e al confine con il Libano. «Con questa nostra iniziativa — ha spiegato Alessandro Monteduro, direttore di Acs-Italia — vogliamo restituire ai piccoli aleppini un po’ della loro infanzia e offrire loro dei momenti di spensieratezza». Questo non è l’unico intervento di Acs in favore dei bambini di Aleppo. Da anni, infatti, la fondazione sostiene un progetto che dona latte in polvere ai bimbi cristiani della città. «Per i ragazzi più grandi — ha aggiunto Monteduro — il campo estivo rappresenterà un’occasione per poter vivere la fede e conoscere altri giovani correligionari, in un’area a maggioranza cristiana, come Wadi-al-Nasara». Come riferisce infatti il parroco di Sant’Efrem, don George Sabounji, non di rado i ragazzi cristiani hanno delle difficoltà nel rapportarsi ai loro coetanei di fede islamica. Al campo estivo parteciperanno anche giovani e famiglie di altre confessioni cristiane. «Nessuna di queste famiglie — ha affermato il parroco ringraziando per il contributo Acs, che coprirà le spese di viaggio, vitto e alloggio — avrebbe potuto affrontare le spese di viaggio eppure ne hanno così tanto bisogno. Sono in molti gli aleppini che vivono nella condizione di rifugiati perché la loro casa è stata distrutta dalla guerra, e tanti di loro hanno ancora negli occhi l’orrore della guerra. Una breve vacanza donerà loro nuova speranza e li incoraggerà ad andare avanti. Così non vorranno lasciare Aleppo o addirittura la Siria».

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18 marzo 2019

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