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​Umanità e solidarietà

· Appello di cattolici e protestanti italiani per l’accoglienza dei migranti ·

Preoccupa il futuro degli ospiti del Cara di Castelnuovo di Porto

«Restiamo umani». Si intitola così l’appello comune lanciato dalla Conferenza episcopale italiana, dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), dalla Tavola Valdese e dalla Comunità di Sant’Egidio, nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, perché «si continui a vivere uno spirito di umanità e di solidarietà nei confronti dei migranti. Se per tutti è un dovere nei confronti di chi abbandona il proprio Paese rischiando la vita nel deserto e nel mare, per i cristiani si tratta di un obbligo morale». Intanto continua a destare preoccupazione la situazione di 535 migranti ospitati presso il Cara di Castelnuovo di Porto, secondo centro di accoglienza italiano, che entro la fine del mese dovrebbe chiudere. Martedì sono iniziate le prime partenze di una trentina di ospiti e molti altri dovranno abbandonare la struttura. A sostegno dei migranti sono scesi in campo diverse associazioni che operano nel settore e il vescovo di Porto-Santa Rufina, monsignor Gino Reali, che ha preso parte a una marcia silenziosa di solidarietà a favore dei migranti. «Siamo qui — ha detto il presule — per dire che sono nostri fratelli e nostre sorelle che vengono strappati da un luogo e da una comunità che ha costituito per loro una famiglia». Tra i migranti allontanati dalla struttura c’è anche Ansou Cissè, ventenne senegalese, tesserato come membro onorario da Athletica Vaticana. Ansou non parla di odio ma di speranza: «Siamo preoccupati perché non sappiamo che fine faremo e soprattutto perché si spezza all’improvviso il nostro percorso di inclusione e di amicizie con tanti italiani che ci stanno dando un’opportunità per una vita migliore».

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15 dicembre 2019

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