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Resta aperto il campo di Dadaab

· Con oltre 250.000 profughi è il più grande del mondo ·

L’Alta corte del Kenya ha bloccato la decisione del governo di Nairobi che aveva disposto la chiusura il campo profughi di Dadaab, il più grande al mondo. Il provvedimento dell’esecutivo è stato giudicato incostituzionale in quanto, secondo i giudici, viola gli obblighi del paese verso i rifugiati. A Dadaab vivono oltre 250.000 profughi somali, fuggiti da ventisei anni di guerra civile, dai terroristi di al-Shabaab, dalla miseria e dalle carestie che hanno colpito il paese.

Il settore est  del campo di Dadaab (Afp)

La disposizione del governo, prima di venire impugnata da alcune organizzazioni umanitarie, aveva creato forte preoccupazione fra i rifugiati e aveva suggerito a oltre 25.000 di loro di usufruire degli incentivi per il ritorno in patria offerti dalle Nazioni Unite. Queste persone ora sono accampate alle porte della città somala di Kismayo, contesa fra forze governative e terroristi, senza le tutele dell’Onu e senza la protezione che la sistemazione in Kenya garantiva loro. L’ordine di chiusura del campo di Dadaab, gestito dall’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), è stato contestato da diverse organizzazioni umanitarie e presentato davanti al tribunale di Nairobi dal Kenya national commission on human rights e dall’ong Kituo cha sheria, con piena approvazione delle loro tesi. «L’ordine del governo che prende di mira in modo specifico i rifugiati somali — ha dichiarato il giudice John Mativo — è un atto di persecuzione contro gruppi specifici, una discriminazione illegale e quindi incostituzionale». L’esecutivo, ha aggiunto, ha commesso un «abuso di potere». Da parte sua il presidente keniano Uhuru Kenyatta, che aveva fatto della decisione un caposaldo della politica di sicurezza, ha contestato la tesi dei giudici. Nairobi ritiene infatti che il campo sia una base potenziale per i terroristi, che hanno più volte colpito in modo sanguinoso il Kenya per il suo passato intervento militare in Somalia contro le milizie islamiche. «Il campo di Dadaab ha perso la sua connotazione umanitaria ed è diventato rifugio per il terrorismo e altre attività illegali», ha commentato il portavoce del governo keniano, Eric Kiraithe, annunciando un ricorso. «Il nostro interesse — ha aggiunto — è quello di proteggere i keniani».

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