Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Resta alta la tensione
in Afghanistan

· Condanna internazionale per l’attentato a Kabul ·

Resta alta la tensione in Afghanistan dopo il terrificante attentato di ieri nel quartiere diplomatico di Kabul, che ha provocato almeno novanta morti e più di 400 feriti. Stamane un agente della sicurezza è morto e altri quattro sono rimasti feriti nell’attacco portato da un attentatore suicida, a bordo di un’autobomba, vicino all’aeroporto di Jalalabad, capoluogo della provincia orientale di Nangarhar. 

Il cratere causato dall’esplosione  dell’attentato a Baghdad (Ap)

Lo riferisce l’agenzia di stampa Pajhwok. Dopo questi efferati episodi di violenza, il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha convocato una riunione d’emergenza straordinaria. Unanime, intanto, la condanna internazionale per l’attacco di ieri, perpetrato nel quinto giorno del ramadan vicino a uno degli ingressi della “zona verde” di massima sicurezza al centro della capitale. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, e la missione dell’Onu in Afghanistan hanno sottolineato la «necessità di intensificare il contrasto al terrorismo e all’estremismo violento». Anche la Casa Bianca ha condannato l’attentato, il più grave di sempre fra quelli registrati nella capitale afghana, confermando l’impegno nella partnership strategica con Kabul. Nell’esprimere profondo cordoglio per quanto accaduto, la portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Hua Chunying, ha detto che «la Cina si oppone a tutte le forme di terrorismo ed è pronta a lavorare con l’Afghanistan e la comunità internazionale». Le autorità hanno frattanto fornito i particolari dell’attentato suicida nella capitale. Il veicolo scelto per compiere la strage, solitamente utilizzato per lo spurgo di fosse biologiche e trasformato in una temibile arma di distruzione, stava entrando nell’area dove si trovano le principali ambasciate, il ministero della difesa, il palazzo presidenziale e la sede dei servizi di intelligence, ma è stato bloccato dalle forze di sicurezza al cancello di ingresso di Zanbaq Square, nel quartiere di Wazir Akbar Khan. Questo ha spinto l’autista ad attivare un’esplosione di enormi proporzioni, che ha scavato un cratere profondo metri e ucciso centinaia di ignari passanti, causando una strage in cui hanno perso la vita anche molte donne e bambini.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

28 gennaio 2020

NOTIZIE CORRELATE