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Responsabilità condivisa sulle migrazioni

· Il Papa invoca la cooperazione di tutta la comunità internazionale ·

E chiede di non restare indifferenti al grido dei poveri

«La responsabilità della gestione globale e condivisa della migrazione internazionale» è stata ribadita dal Papa con un fermo richiamo a tutta la comunità internazionale affinché cooperi nel fronteggiare il fenomeno. Le sue parole sono riecheggiate il 14 giugno nel suggestivo scenario dei giardini vaticani, dove nella Casina Pio IV si è svolto un colloquio tra Santa Sede e Messico su questo argomento. 

Migranti messicani in cammino verso la frontiera con gli Stati Uniti

Il Pontefice vi è intervenuto con un messaggio letto dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, che auspica «un cambiamento di mentalità» attraverso il passaggio «dal considerare l’altro come una minaccia, allo stimarlo come qualcuno che può contribuire alla ricchezza della nostra società». Ecco perché, spiega il Papa, per poter «dare risposta al fenomeno è necessario l’aiuto di tutta la comunità internazionale». Del resto, rilancia Francesco, «la cooperazione internazionale è importante in tutte le tappe della migrazione, dal Paese di origine fino alla destinazione, come pure nel facilitare il ritorno e il transito», visto che «in ognuno di questi passaggi, il migrante è vulnerabile». E, sottolinea il Papa, «prendere coscienza di questo è di capitale importanza se si vuole dare una risposta concreta e degna a questa sfida umanitaria».

Francesco chiarisce poi come nei fenomeni migratori non siano «in gioco solo numeri, bensì persone che hanno bisogno di una protezione continua, indipendentemente dal loro status». Infatti «i loro diritti fondamentali e la loro dignità devono essere protetti e difesi», in particolare quelli dei bambini, delle famiglie, di quanti sono vittime delle reti del traffico di esseri umani e di quelli che sono sfollati a causa di conflitti, disastri naturali e persecuzioni.

Quanto ai lavori del colloquio il Papa ricorda come esso avvenga nel venticinquennale del ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Messico e Santa Sede, chiedendo di consolidare «i legami di collaborazione in favore dei bisognosi e degli scartati della società». E proprio a queste categorie di donne e di uomini è dedicata la seconda giornata mondiale dei poveri, istituita da Francesco a conclusione del giubileo della misericordia nella XXXIII domenica del tempo ordinario, che quest’anno ricorre il 18 novembre. In vista dell’appuntamento il Pontefice ha diffuso un messaggio sviluppato intorno ai verbi “gridare”, “rispondere” e “liberare” che si ritrovano nel tema: «Questo povero grida e il Signore lo ascolta».

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14 novembre 2018

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