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​Responsabilità comune

· Appelli dei leader europei per arrivare a una strategia unica sull’immigrazione ·

La Svezia prolunga i controlli alle frontiere

Migranti e rifugiati in fila lungo le rotaie di notte nella città serba di Presevo  (Afp)

L’Europa cerca di fare quadrato e salvare Schengen. Diversi appelli dei leader, ieri, hanno richiamato i partner dell’Unione a fare fronte comune per raggiungere un’intesa su una strategia unica in materia di ricollocamenti, rimpatri e registrazioni. Di «responsabilità comune sulle frontiere esterne europee» ha parlato ieri il cancelliere tedesco, Angela Merkel, durante una conferenza stampa a Berlino insieme al premier rumeno, Dacian Ciolos. Parole che fanno eco a quanto dichiarato poco prima dal presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, secondo cui «la questione dei migranti deve essere affrontata collettivamente, con la condivisione delle responsabilità». E tuttavia, le tensioni restano. Il Governo svedese ha deciso di estendere i controlli temporanei alle sue frontiere di almeno un mese, fino all’8 febbraio. Il Governo ha fatto sapere che «le condizioni nelle quali sono state prese queste decisioni sono ancora valide». La Svezia ha reintrodotto i controlli alle frontiere a novembre. Intanto, Gran Bretagna e Ungheria cercano di fare fronte comune. «Vogliamo entrambi un’Europa forte e competitiva» hanno concordato ieri a Budapest il premier britannico David Cameron e quello ungherese Viktor Orbán, delineando ciò che accomuna i due Governi che al momento sono alle prese con un’ondata di arrivi di rifugiati e migranti.

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