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gli uni degli altri

· Documento dei vescovi francesi in vista della revisione delle leggi sulla bioetica ·

«Che cosa è l’uomo?»: questo il titolo di un testo pubblicato di recente dal consiglio permanente della Conferenza dei vescovi francesi per offrire non soltanto ai cattolici, ma anche alle persone interessate ad approfondire le nozioni essenziali di antropologia cristiana, alcune piste di riflessione. Una riflessione, pur se probabilmente parziale, che i vescovi ritengono necessaria in questo periodo di profondi mutamenti che sta attraversando la società francese, in particolare con i dibattiti in corso sulla revisione delle leggi sulla bioetica. Il testo si sofferma inizialmente su come la Chiesa cattolica considera l’uomo, creato da Dio a sua immagine e somiglianza. Un uomo chiamato alla libertà, alla verità e alla responsabilità, dicono i vescovi francesi. Ogni persona è libera, e «questa libertà permette all’uomo di scegliere il Bene per il Bene e non per un calcolo strategico o per istinto». Una libertà che non significa tuttavia «possibilità di fare qualsiasi cosa», perché «l’uomo è chiamato da Dio a essere responsabile». «Essere pienamente una persona libera suppone di esercitare questa responsabilità — affermano i membri del consiglio permanente — siamo responsabili gli uni degli altri, e in particolare di coloro che soffrono e che sono feriti nella loro umanità». La persona umana, prosegue il testo, è stata creata come «una realtà corpo, anima e spirito indissociabili e formando un tutt’uno». Il corpo, che merita il più gran rispetto, impone dei limiti all’uomo, che è fragile e deve prendersi cura della sua salute. «Ma Dio è clemente, non pretende che gli uomini siano dei super uomini, eroi invincibili, ci ama così come siamo, con i nostri limiti».

La seconda parte del testo esamina invece l’uomo nel sua dimensione collettiva, perché «Dio non ha creato l’uomo solo, ma ha creato l’umanità come una sola famiglia, chiamata a costruirsi nella fratellanza». Senza accenni polemici i vescovi evidenziano anche come il progresso stia rivoluzionando la nostra esistenza, come per esempio con l’arrivo dei robot dotati di intelligenza artificiale che aprono prospettive fantastiche ma pongono tuttavia temibili problemi etici.

All’avvicinarsi della revisione delle leggi sulla bioetica, prevista nel luglio di quest’anno, i vescovi richiamano con fermezza l’attenzione su alcuni punti essenziali, primo fra tutti il rispetto della persona umana: «Rispettiamo ogni essere umano come persona, dalla sua concezione alla sua morte naturale», insistono. I vescovi sottolineano anche che gli atti di una singola persona possono avere ripercussioni sull’intera società. «Il suicidio assistito non può essere presentato come una scelta individuale senza conseguenze per gli altri — affermano — perché scegliendo questa opzione a motivo della loro età o del loro stato di salute, queste persone fanno pesare sulle altre un sentimento di colpa di essere troppo ingombranti o costose per la società». Segue un accenno senza ambiguità sulla differenza tra i due sessi, il cui rispetto è essenziale per la costruzione di un ordine sociale equilibrato: «I due sessi sono stati creati per vivere nella comunione, il rispetto e l’uguaglianza», richiama il testo dei presuli francesi.

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24 agosto 2019

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