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Responsabili
del bene comune

· Appello dei vescovi panamensi ·

Panamá, 19. La denuncia delle situazioni di povertà, della corruzione, delle carenze del sistema educativo insieme ai preparativi della giornata mondiale della gioventù che Panamá ospiterà nel 2019: questi i principali argomenti toccati dalla conferenza episcopale panamense riunita in assemblea plenaria nella capitale. Nella ferma convinzione, come evidenziato in un comunicato sulla situazione ecclesiale e sociale diffuso al termine dei lavori, che il paese rappresenta un «bene comune» da «accogliere, proteggere e ingrandire». Un «dono» ma anche una «responsabilità».

Nel corso dell’assemblea i presuli hanno iniziato a preparare la giornata mondiale della gioventù, che con buona probabilità si svolgerà nei primi mesi dell’anno, e non dunque come di consueto a luglio o ad agosto, per via della situazione climatica del paese. A questo proposito i vescovi invitano i fedeli a pregare «perché la giornata mondiale della gioventù apra le porte dei propri cuori e delle proprie case per creare le condizioni spirituali e strutturali per ricevere centinaia di migliaia di giovani pellegrini». Un primo incontro dei giovani panamensi, in vista del grande raduno mondiale, si terrà a Chitré, capoluogo della provincia di Herrera, dal 2 al 5 febbraio prossimi.
I vescovi proseguono invitando ad ascoltare la voce di Papa Francesco e in particolare il messaggio del Pontefice per la recente giornata mondiale della pace. Un invito accorato a scegliere la strada della nonviolenza per «cambiare radicalmente» la realtà del paese, dato che, avvertono i presuli, «ci troviamo avvolti da un ambiente violento in tutti gli ambiti della nostra vita: in famiglia, nelle strade, nei mezzi di comunicazione, nei social network».

La seconda parte del comunicato passa in rassegna vari aspetti della situazione nazionale da tenere sotto controllo: la famiglia, l’istruzione pubblica, la diffusione dell’ideologia del gender, l’aiuto economico internazionale. In particolare, i vescovi panamensi chiedono una speciale protezione per l’infanzia e una difesa «dai nuovi Erode» che rubano ai bambini l’innocenza attraverso il lavoro minorile, la schiavitù, la prostituzione, il rapimento, l’emigrazione forzata. Nel documento si punta l’indice sulle bande criminali, i pandilleros, i mafiosi, i mercanti di morte. Al tempo stesso si assicura «tolleranza zero» di fronte all’emergere di eventuali nuovi casi di abusi su minori commessi da uomini di Chiesa.

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10 dicembre 2019

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