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​Respinto l’accordo con le Farc

· ​Al referendum colombiano vincono i no ·

La Colombia respinge l'accordo di pace con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). Ieri, al termine di una giornata molto tesa, dopo settimane di dibattiti sul senso e sulle prospettive di un’intesa che lasciava molti insoddisfatti, nel referendum confermativo il no si è imposto con un 50,3 per cento rispetto al sì, che è rimasto fermo al 49,7. Il risultato è vincolante per il Governo del presidente Juan Manuel Santos. Ciò nonostante, entrambe le parti hanno confermato la propria volontà di andare avanti nel cammino della pace.

Urna per il voto in un seggio a Bogotá (Ap)

Secondo le prime analisi, i sì si sono imposti nelle aree più colpite in questi anni dal conflitto, mentre i no hanno vinto nelle città. A essere chiamati al voto sono stati quasi 35 milioni di colombiani.

Difficile immaginare quello che potrebbe accadere adesso. Gli scenari possibili, sottolineano gli analisti, sono diversi. Da un punto di vista giuridico tutte le procedure avviate per applicare il piano di pace firmato solo pochi giorni fa (26 settembre), come una cerimonia internazionale, sono sospese.

A festeggiare in queste ore sono soprattutto gli esponenti della destra colombiana, e in particolare l’ex presidente Álvaro Uribe, da sempre contrario alla trattativa. Il fronte del no chiede nuove discussioni sui punti più sensibili dell’accordo, come la giustizia, il risarcimento alle vittime, la responsabilità penale dei leader ribelli.

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19 dicembre 2018

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