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Resistono i curdi

· Ankara smentisce la concessione della base aerea di Incirlik contro lo Stato islamico in territorio siriano ·

Decine di persone assassinate in pubblico dai jihadisti nella città irachena di Mosul

Bombardamento della coalizione internazionale nei pressi di Kobane (Ansa)

Le milizie curde resistono ancora a quelle del cosiddetto Stato islamico (Is) a Kobane, la città siriana al confine con la Turchia. Ai combattenti dell’Is stanno arrivando rinforzi da Ar-Raqqah, la principale località che controllano in Siria, nonostante i raid aerei sferrati sulle loro linee di rifornimento dall’aviazione della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Di contro, l’esercito turco schierato oltre la frontiera non solo esclude di intervenire, ma impedisce il passaggio degli eventuali rinforzi di combattenti curdi dalla Turchia ai difensori di Kobane. Questa mattina, anzi, la stampa turca ha riferito di bombardamenti sferrati domenica dall’aviazione governativa su postazioni del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) proprio nel sud-est del Paese.Al tempo stesso, il Governo di Ankara ha smentito le affermazioni fatte ieri dal Susan Rice, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, sul fatto che avrebbe concesso la base aerea di Incirlik. per i raid contro l’Is. Il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu ha detto che nessuna decisione in merito è stata presa. I negoziati continuano, ma Ankara condiziona la partecipazione alla lotta contro l’Is all’accoglimento della sua richiesta di costituire una zona cuscinetto e di non volo nell’area di confine con la Siria. Una simile ipotesi viene considerata dalla gran parte degli osservatori una misura diretta non solo contro l’Is, ma contro gli stessi curdi e contro il Governo siriano. In ogni caso, si tratterebbe di una scelta destinata ad accrescere i contrasti internazionali, in particolare con la Russia che riterrebbe un’aggressione alla Siria ogni decisione presa senza il consenso del Governo di Damasco e senza l’avallo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Dall’Iraq, intanto, è stata diffusa oggi la notizia che a Mosul, occupata dall’Is, nelle ultime quarantotto ore sono state uccise in pubblico quarantasei persone.

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20 ottobre 2019

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