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​Rendere il dialogo fecondo

Pubblichiamo stralci tratti dal libro del cardinale Kasper, Il messaggio di Amoris laetitia. Una discussione fraterna (Brescia, Queriniana, 2018, pagine 80, euro 10), che verrà presentato — dall’autore e da monsignor Paglia, moderati da Raffaele Luise — il 6 marzo presso la Sala Marconi di Radio Vaticana.

Pare che nessun’altra Esortazione apostolica sia stata tanto attesa e che nessuna nella storia recente della chiesa, dopo la sua pubblicazione, abbia suscitato una discussione così vivace come l’ Amoris lætitia, La gioia dell’amore (2016). Lo scritto era atteso, perché le questioni del matrimonio e della famiglia sono tra le più urgenti del presente. Con la famiglia è andata in crisi, soprattutto nel mondo occidentale, l’istituzione originaria dell’umanità. Matrimonio e famiglia sono la culla dell’umanità; perciò, quando si parla di matrimonio e famiglia, si tratta anche del futuro dell’umanità e, in particolare, del futuro dell’Europa.
Il rinnovamento deve avvenire partendo dalla culla dell’umanità e di ogni singola persona. Questo vale anche per la chiesa. Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI perciò hanno affermato: «La famiglia è la via della chiesa». Papa Francesco si muove in linea coi suoi due predecessori: «La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della chiesa». La chiesa cresce, vive, soffre e gioisce con le famiglie; nelle famiglie e per mezzo di esse è presente nella vita e nel mondo.
Di fronte alla situazione drammatica di oggi appare grottesco che dentro la chiesa la discussione sull’ Amoris lætitia si aggrappi coi denti all’ottavo capitolo, anzi a un’unica nota dell’ottavo capitolo e, anche qui, solo a un’unica frase ( ibidem, 305, nota 351). Nella frase contestata si tratta il problema se delle persone che si trovano in situazioni dette irregolari, tra le altre quella dei divorziati risposati, possano in certi casi essere ammesse alla comunione. Questo è indubbiamente un problema pastorale pressante, ma non è il problema, e neppure è il tema dell’ Amoris lætitia .
L’Amoris lætitia non tratta in primo luogo di ciò che la chiesa può fare nelle cosiddette situazioni irregolari, ma di come la chiesa può aiutare a evitare, se possibile, tali situazioni. Lo scritto vuole indicare in che cosa e come la chiesa può contribuire positivamente alla riuscita dell’amore nella famiglia e nel matrimonio ( ibidem 307). Vuole contribuire a far sì che prima di tutto i giovani trovino la felicità della loro vita e la gioia nell’amore, che anche oggi essi cercano per la maggior parte nel rapporto matrimoniale e nella famiglia.
L’errore sostanziale di molti contributi della discussione sta nel fatto che trattano la questione, diventata il pomo della discordia dentro la chiesa e la teologia, isolandola dall’intenzione fondamentale e da tutto il contesto dell’Esortazione apostolica e non prendendo atto quindi della visione profetica dello scritto, che — come si farà vedere — si colloca perfettamente nella Tradizione della chiesa e la sviluppa coerentemente. Con questa limitazione la discussione si trasforma in una sorta di discussione tra sordi, che stanno vicini ma non si parlano realmente tra loro. Se invece si colloca il tema controverso nel contesto complessivo, esso diventa un problema paradigmatico interessante, la cui soluzione può dimostrarsi orientativa anche per molte altre questioni urgenti. Tuttavia il presupposto perché questo dialogo possa riuscire e diventare fecondo è prima di tutto affidarsi veramente alla visione dell’ Amoris lætitia e raccogliere la sua sfida. 

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14 ottobre 2019

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