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Relativa calma a Tripoli dopo la tregua tra le milizie

· L’intesa per il cessate il fuoco raggiunta grazie alla mediazione delle Nazioni Unite ·

Dopo nove giorni di combattimenti a Tripoli, almeno sessanta morti tra cui donne e bambini e oltre 160 feriti, le milizie libiche hanno raggiunto un accordo per deporre le armi. Una tregua raggiunta al tavolo convocato dal rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la Libia, Ghassan Salameh, intorno al quale si sono seduti tutti i gruppi armati coinvolti nel conflitto. «Se tutte le parti daranno prova di un vero e totale rispetto del cessate il fuoco, le Nazioni Unite terranno un’altra riunione» è scritto nel testo dell’intesa in sette punti rilanciato da alcuni siti libici. L’incontro si è svolto a Zauia, ha riferito un membro del consiglio dei dignitari della città, situata a una quarantina di chilometri a ovest di Tripoli.

Oggi fonti giornalistiche parlano di una calma relativa in città, mentre a Roma si limano i dettagli per la conferenza sulla Libia in programma a novembre, probabilmente in Sicilia, con la quale l’Italia punta a confermare il suo ruolo di mediazione nel paese. Il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi continua a tessere la sua tela con una serie di contatti telefonici, ultimo in ordine di tempo quello di ieri con lo stesso Al Sarraj. Prima ancora di discutere di elezioni — ha anticipato il ministro italiano — il tema prioritario dell’appuntamento di novembre sarà la sicurezza come condizione per lo svolgimento del voto. Un tema su cui Italia e Francia hanno finora registrato una certa distanza, con l’Eliseo che ha continuato a insistere perché i libici vadano comunque alle urne entro dicembre.

Da Parigi, però, è giunta ieri sera una nota conciliante del ministero degli esteri, che dopo le critiche contro la Francia ricevute dal ministro degli interni e vicepresidente del consiglio italiano, Matteo Salvini, ha voluto gettare acqua sul fuoco: «Non siamo contro contro l’Italia e sosteniamo l’iniziativa di organizzare una nuova conferenza».

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10 dicembre 2019

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