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Regno unito

· Il referendum sull’indipendenza della Scozia bocciato con il 55,3 per cento dei voti ·

David Cameron assicura che alla regione saranno garantiti più poteri

La Scozia ha detto no all’indipendenza. E il risultato è stato più netto delle previsioni, con il 55,3 per cento dei voti contrari. «Con trenta circoscrizioni su trentadue, il fronte del no ha raccolto 1.877.252 voti, mentre quello del sì ha ottenuto 1.512.688 voti» ha indicato la Bbc questa mattina. 

Un suonatore di cornamusa davanti a un seggio di Edimburgo (Reuters)

Molto alta l’affluenza alle urne, che ha fatto registrare l’84,6 per cento. «È il tempo per il nostro Regno Unito di andare avanti» ha dichiarato il primo ministro, David Cameron, che si è detto felice del risultato ottenuto e che ha reso noto di aver parlato, subito dopo il verdetto delle urne, con il premier scozzese Alex Salmond, congratulandosi con lui «per una campagna condotta con forza» a favore del sì. Cameron ha detto che «gli scozzesi hanno mantenuto unito il nostro Paese formato da quattro Nazioni e, come milioni di altre persone, sono felicissimo». Il primo ministro ha quindi assicurato che gli scozzesi «avranno più poteri sulla gestione dei loro affari».

Dal canto suo Salmond ha riconosciuto la sconfitta. «Accetto il verdetto del popolo e invito la Scozia ad accettare la volontà democratica del popolo scozzese» ha detto Salmond parlando a Edimburgo. Nello stesso tempo il premier scozzese ha invitato il Governo di Londra a mantenere le promesse fatte durante la campagna referendaria. Promesse che si traducono, in sostanza, nell’accordare più poteri alla Scozia.

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