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Regalo con dedica

· Il libro di carta sta ritornando in auge ·

Si sta consumando la rivincita del libro di carta che, in questi anni, era stato dato per morto. A seppellirlo, e senza nemmeno i dovuti onori, sarebbe stato — avevano previsto in tanti — l’e-book, ovvero il libro che si può leggere con appositi supporti digitali. Ma gli ultimi dati riguardanti l’editoria mondiale mostrano che è in atto un’inversione di tendenza. In Gran Bretagna le vendite del libro tradizionale sono cresciute del 2,6 per cento, negli Stati Uniti del tre per cento, in Russia addirittura dell’otto per cento. Stessa tendenza anche in Italia: nel 2016, informa l’Associazione italiana editori (Aie), a dispetto di previsioni indicanti un tracollo, si è registrato un incremento dell’1,6 per cento. Forse è prematuro sottoscrivere senza riserve quanto dichiara ora la maggioranza degli intellettuali britannici, book is back. Tuttavia i segnali, in tal senso, sono chiari e lo scenario dell’editoria sembra di conseguenza orientato a riacquisire, seppure molto gradualmente, i classici tratti di una volta. 

A rifocalizzare l’attenzione su un tema così coinvolgente è l’inserto “Economia” del «Corriere della Sera» di lunedì 27 che, con gli articoli di Raffaella Polato e Maria Teresa Cometto, subito sottolinea che, nonostante il mercato del libro sia in ripresa, ciò non significa che gli editori si siano lasciati definitivamente alle spalle una crisi che ha falcidiato fatturati e utili. Ma in questo scenario fluido, sempre foriero di sorprese, spicca un dato che fa notizia: adesso negli Stati Uniti l’e-book costa più della carta e mentre le vendite dei libri tradizionali, come detto, sono cresciute del tre per cento, quelle degli e-book sono diminuite del sedici. Insomma sembra essere tornato prepotente il gusto di sfogliare le pagine e avere così un contatto fisico con l’opera: e se il prezzo è più conveniente, tanto meglio. Tra i numerosi esempi a conferma di questo fatto, l’inserto cita il nuovo giallo di John Grisham, L’informatore, che sul sito statunitense di Amazon costa 14,47 dollari con la copertina rigida, ovvero 52 centesimi in meno della versione per il Kindle (l’apparecchio per la lettura digitale). Inoltre si evidenzia che anche molte edizioni tascabili costano meno di quelle digitali: Il rifugio di William Young in paperback viene 8.81 dollari, su Kindle 9.99.
Anche «L’Espresso» del 26 febbraio, in un articolo di Raffaele Simone, indaga le dinamiche legate alla «ripresa della domanda di questa nobile merce», ovvero il libro di carta. Il linguista è cauto nel dare per scontato un ritorno, per quanto graduale, alla tradizione, tanto che parla di «timidi conati che non alterano il trend», costituito appunto dall’avanzata del libro online. Ma è innegabile, evidenzia Raffaele Simone, che quelle doti che hanno sempre rappresentato i talenti distintivi del libro di carta, ovvero la socievolezza e l’affettività (essi si possono prestare e si possono regalare ponendovi una dedica), «per il momento non appartengono all’e-book».
Ma già due anni fa «The New York Times» aveva intuito che nel mercato editoriale qualcosa stava cambiando e che il libro tradizionale, “bruciato” sulla pira innalzata dall’e-book, stava cominciando a risorgere dalle ceneri. Nell’articolo di Alexandra Alter intitolato «The Plot Twist: e-book sales slip, and print is far from dead», si sottolineava che l’«ondata migratoria» verso i supporti digitali di lettura stava invertendo la rotta, per ritornare al punto di partenza, ovvero al libro di carta. E questo perché? Tra le risposte s’impone, sottolinea il quotidiano newyorkese, quella dettata dalla consapevolezza riguardo alla fragilità che insidia il mondo digitale, dove problemi tecnici di varia natura rischiano, con sempre maggiore frequenza, di frantumare l’illusione di una memoria archivistica indistruttibile. Il materiale cartaceo, se preservato con le dovute cure, può, nella peggiore delle ipotesi, ingiallire, e per quanto segnato dalle rughe del tempo, sarà sempre leggibile: e così esso può assurgere, incontrastato, a memoria permanente di un patrimonio culturale di inestimabile valore. Insomma il riscatto del libro tradizionale trova nella carta — che simboleggia, sul piano sentimentale, l’amore per la tradizione e, sul piano pragmatico, rappresenta un baluardo contro le ingiurie del tempo e le insidie della tecnologia — un formidabile alleato. Molto indicativo, a tale proposito, è il boom di vendite del settimanale britannico «The New European», fondato l’8 luglio 2016 come risposta al referendum sulla Brexit del 24 giugno, così da porsi come un riferimento per coloro che, in Gran Bretagna, «ancora credono nell’Europa». Si tratta di un’iniziativa editoriale che, in controtendenza, punta solo sul materiale cartaceo: la prima edizione ha venduto più di quarantamila copie. C’è chi pensava che tale clamoroso dato fosse dovuto principalmente all’effetto novità. A smentire questa tesi sono state le tirature fatte registrare dalle successive edizioni, vicine alla soglia delle cinquantamila copie.

di Gabriele Nicolò

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18 ottobre 2019

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