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A reciproca difesa

· In Francia appello delle più alte autorità ebraiche, musulmane e cattoliche contro l’odio religioso ·

Soyons tous les gardiens de nos frères. Siamo tutti custodi dei nostri fratelli. Si conclude con queste parole l’appello interreligioso alla pace e alla fratellanza lanciato martedì scorso sulle pagine del settimanale «Pèlerin» dall’arcivescovo presidente della Conferenza episcopale francese, Georges Pontier, dal gran rabbino di Francia, Haïm Korsia, e dal rettore della Grande moschea di Parigi, Dalil Boubakeur.

I tre responsabili religiosi hanno raccolto l’invito del periodico francese a unirsi in una dichiarazione comune per condannare la recrudescenza di episodi di violenza (atti di vandalismo, profanazioni di tombe, attentati contro luoghi di culto) che nel Paese hanno come obiettivo le fedi religiose e i loro credenti. Perché, scrive il settimanale, né la paura, né il ripiegamento in se stessi, né lo spirito di vendetta sono delle soluzioni.

«Sinagoghe, moschee e chiese — si legge nell’appello — sono attaccate in Francia, tombe profanate, credenti minacciati e, a volte, uccisi. Noi, cattolici, ebrei, musulmani, rifiutiamo di cedere alla paura. Sarebbe fare il gioco di coloro che cercano di metterci gli uni contro gli altri, di dividerci. I nostri luoghi di culto sono luoghi di fede, di pace e di fratellanza. Questa diversità spirituale è una ricchezza per il nostro Paese. È nostra responsabilità collettiva preservarla. Restiamo uniti nella solidarietà nazionale. E siamo tutti, più che mai, custodi dei nostri fratelli».

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