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​Rebecca e la sete

· L’ermeneutica e il pozzo della Scrittura ·

Chi è Rebecca? La donna che ci è nota dalla Bibbia ebraica e che la tradizione cristiana ha fatta sua la conosciamo davvero? Sandrine Caneri, ortodossa, vice presidente dell’Amitié Judéo-Chrétienne de France e studiosa delle fonti dell’ebraismo, ci guida con il suo studio Rencontre de Rébecca au puits (du Cerf, Paris, 2014, pagine 224, euro 29) in una ricerca che suscita, di pagina in pagina, meraviglia e stupore per le scoperte che ci si dilatano dinanzi e richiedono di essere fatte proprie.

Solo undici versetti, tratti dalla Genesi, 24, 10-21, vengono osservati dalla duplice lente della tradizione dei rabbini e dei Padri e narrano l’incontro del servitore di Abramo, Eliezer, con la giovane fanciulla Rebecca, stagliandone la personalità in modo nitido e accattivante. Rebecca corre ed esaudisce la richiesta di Eliezer in dismisura e supera di gran lunga la richiesta: giunge perfino ad abbeverare i cammelli della carovana. Un particolare viene notato dal midrash nell’uso del verbo «riempire»: l’acqua sale nella brocca di Rebecca che si riempie da sé e i Padri assimilano l’acqua alla Parola. Il servo così riconosce nella ragazza la sposa prescelta per il figlio del suo padrone. Il metodo ermeneutico viene spiegato da Jean Breck nella sua prefazione: «Questo modo di leggere l’Antico Testamento che non è staccato dal Nuovo Testamento, come noi facciamo troppo spesso oggi, è profondamente radicato nello spirito patristico. Esiste nell’Antico Testamento un fondo indispensabile per cogliere il senso letterale e spirituale del Nuovo Testamento… la metodologia sviluppata in questa indagine per mettere in luce questa teoria non è solo buona ma essenziale per ogni opera esegetica».
Il primo sguardo è rigoroso: l’autrice muove dal testo ebraico e greco, prima di introdursi nell’esame degli scritti degli autori, ebrei e cristiani, elaborati nei primi cinque secoli, e dei Targumim — le traduzioni interpretative in aramaico — che hanno scrutato il passo prescelto.
Scorrono poi i temi prescelti, delineati a tutto tondo dai diversi commentatori, ebrei e patristici, che si rivelano complementari fra di loro: il viaggio, la preghiera del servo; il comportamento del servo di Abramo; la sorgente, il pozzo, le acque; l’ospitalità e la generosità di Rebecca; Rebecca vergine pura e irreprensibile; il matrimonio al pozzo; le nozze di Cristo e della Chiesa. L’apparato critico garantisce la serietà della ricerca.
Caneri sottolinea lo sforzo di «mettere in luce le particolarità proprie di ogni tradizione pur mostrando i legami talvolta sotterranei e impercettibili di primo acchito». E aggiunge: «Si possono scoprire nella profondità dei pozzi da dove sgorgano le fonti d’acqua viva». Le tessere vengono composte via via per sfociare nell’ultimo capitolo dedicato all’esperienza liturgica. Emerge un dato da non sottovalutare, ovvero che «l’Oriente cristiano dei Padri e la tradizione ebraica ancora ai nostri giorni cantano, a loro insaputa, delle melodie che si armonizzano», come lo dimostrano le preghiere del matrimonio e quelle dello Shabbat.
Il rabbino Rivon nella post fazione sottolinea la probità dell’autrice verso le due tradizioni e «la capacità di disfarsi di tutto lo spirito trionfalistico che cercherebbe, ricorrendo alla comparazione, di dare ragione o anche il voto d’eccellenza, alla propria tradizione religiosa. È proprio questo che il clima pacificato fra ebrei e cristiani ormai autorizza ed esige». Rebecca, il cui nome per Filone significa perseveranza, e che viene detta da Ambrogio “la Chiesa dello Spirito”, spegne non solo la propria sete ma anche quella degli altri con l’abbondanza dell’acqua attinta al pozzo della Scrittura ma anche alle acque dello Spirito Santo. La ricerca viene stampata nella collana che associa la Bible de Jérusalem, l’editore du Cerf e la Scuola biblica e archeologica francese ed è uno studio comparativo in cui ogni commento propone una musica propria, inedita, in un percorso di «avvicinamento fra le fonti e i cuori».

di Cristiana Dobner 

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19 settembre 2019

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