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Realismo e tenerezza

· Nella serie inglese «Call the Midwife» ·

Strabilia, nell’incalzante moltiplicarsi di serie televisive contemporanee, il canto di ottimismo emesso dall’inglese Call the Midwife

Tanta è la forza espressiva toccata dalle storie per il piccolo schermo, infatti, quanto cupo è (spesso) lo scenario mostrato, esplicita la violenza e ripetuta la rappresentazione del male. Non che in questo prodotto della Bbc manchi la durezza del vivere, tutt’altro, ma la fatica di stare al mondo è ammorbidita dalla profonda passione dei protagonisti per il bene. La loro convinzione che donarsi all’altro permetta di afferrare la bellezza dell’esistere, ossigena l’affanno dei più fragili, lo protegge dalle infezioni e lo ravviva di dignità.

Il titolo italiano, azzeccato, recita semplicemente: L’amore e la vita. Un amore vivo nei comportamenti, quello di Call the Midwife, concreto, attivo, realistico, alimentato dalla fede in Dio e capace di rendere sostenibili le problematiche sociali di cui la serie abbonda, riuscendo, qualche volta, a trasformarle in nuova luminosità. Dal 1 ottobre scorso anche la quinta stagione è disponibile in Italia sulla piattaforma on line Netflix. Recuperare per credere.

di Edoardo Zaccagnini

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21 maggio 2018

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