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Ratzinger
visto da Costantinopoli

· La teologia come asse dell’azione ecclesiale ·

Pubblichiamo, in una nostra traduzione, ampi stralci del discorso pronunciato dal patriarca ecumenico e arcivescovo di Costantinopoli davanti agli ex allievi di Joseph Ratzinger in occasione dell’inaugurazione della conferenza su «Benedetto XVI e l’ortodossia» svoltasi dall’1 al 4 maggio alla Facoltà teologica di Halki, in Turchia.

di Bartolomeo

La teologia è l’articolazione e l’interpretazione della vita della Chiesa in dialogo con i segni dei tempi. Per questo la teologia è sempre stata l’asse dell’azione e del pensiero per Papa Benedetto; per questo tutte le sue scelte e le sue decisioni sono state basate su criteri teologici; e per questo si è sempre schierato contro il minimalismo teologico. Secondo lui, nella Chiesa non può svilupparsi niente di costruttivo senza fondamenta teologiche adeguate.

Benedetto XVI e Bartolomeo durante il viaggio in treno verso Assisi per la giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace nel mondo

Papa Benedetto è stato un ammiratore e uno studente della teologia e della spiritualità patristica. Non ha mai considerato i Padri della Chiesa come monumenti del passato, bensì come dimensione essenziale della vita e dell’identità della Chiesa. È stato ispirato dalla co-inerenza e dall’arricchimento carismatici e reciproci del ministero e della teologia nella testimonianza cristiana dei Padri.

Benedetto XVI si è dimostrato fedele alla tradizione della Chiesa e alla testimonianza teologica dinanzi alle ricerche esistenziali e alle sfide del nostro tempo. Tutto il cammino di Papa Benedetto è caratterizzato dalla stabilità e dall’incrollabile devozione verso i principi ecclesiologici fondamentali, nonché dalla totale dedizione alla Chiesa. Come ha dichiarato durante una delle sue interviste, la fede in Dio e il ministero nella Chiesa di Cristo sono stati la bussola della sua vita sin dall’inizio. Di fatto, alla domanda se il suo sviluppo teologico era diretto verso il conservatorismo, ha osservato: «Non posso negare che nella mia vita ci siano stati evoluzioni e cambiamenti, ma ribadisco che questi sono compresi nel contesto di un’identità stabile. È proprio cambiando che ho cercato di restare fedele a quella che è sempre stata la preoccupazione fondamentale della mia vita».

Papa Benedetto ha creduto, come anche noi crediamo, che nel dialogo tra le Chiese dovrebbe prevalere uno spirito di fiducia reciproca e di sincerità, che rispetti anche pienamente i criteri teologici ed ecclesiologici fondamentali. L’evoluzione e il successo del dialogo sono legati alla fedeltà delle parti, alle specificità delle rispettive tradizioni, nonché all’apertura reciproca. Riteniamo che il “dialogo di verità” non sia una ricerca della verità o un cammino verso la verità, ma piuttosto un dialogo “in Verità”. E questa Verità salvifica è Cristo stesso, «capo della Chiesa» e «salvatore del suo corpo» (Efesini, 5, 23). Il messaggio che emerge dal lavoro ecclesiastico e teologico di Papa Benedetto è la coesistenza creativa dell’offerta della Chiesa e dello studio della teologia. È vero che il rispetto della tradizione non rende la Chiesa non-secolare, così come l’apertura al mondo non implica secolarizzazione. La teologia autentica nasce da questo duplice riferimento alla tradizione della Chiesa e al suo dialogo con il mondo. In particolare apprezziamo il fatto che, tra gli studiosi della teologia di Papa Benedetto, vi sono anche accademici ortodossi, cosa che certamente allieterà anche lui.

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21 marzo 2019

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