Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Rapporto sull’Ucraina

· ​L’Onu parla del conflitto nel sud-est del Paese ·

L’esercito di Kiev controlla  la città di Mariupol nella regione di Donetsk (Afp)

Il conflitto ucraino ha causato finora oltre 9.000 morti e malgrado una significativa riduzione dell’intensità delle ostilità negli ultimi mesi in alcune parti dell’Ucraina orientale, persistono «gravi preoccupazioni relative alla situazione dei diritti umani». È quanto si legge in un rapporto delle Nazioni Unite, reso noto ieri a Ginevra. Il bilancio dallo scoppio del conflitto a metà aprile dell’anno scorso è di almeno 9.098 morti e 20.732 feriti (al 15 novembre scorso). Le cifre includono i civili, i membri delle forze armate ucraine e dei gruppi armati. Nel solo periodo tra il 16 agosto e il 15 novembre scorsi 47 civili sono stati uccisi e 131 feriti. Le nuove vittime sono state provocate in buona parte da residuati bellici e ordigni esplosivi improvvisati, precisa l’Onu, sottolineando poi la necessità di procedere a operazioni di sminamento. Il cessate il fuoco del 26 agosto scorso ha portato a una considerevole diminuzione delle ostilità, ma persistono violazioni, come la tortura, le detenzioni illegali e l’assenza di uno stato di diritto nei territori controllati dai ribelli separatisti nelle regioni di Donetsk e Lugansk. La situazione umanitaria resta difficile per coloro che vivono nelle zone colpite e per decine di migliaia di sfollati. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

17 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE