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Rapiti in Camerun
settantanove studenti

· Il sequestro è avvenuto in una scuola presbiteriana della regione anglofona ·

Il mercato di Bamenda (Afp)

Settantanove ragazzi sono stati rapiti in una scuola ieri nella parte occidentale del Camerun alla vigilia della prestazione di giuramento del presidente Paul Biya; si tratta del più importante rapimento di ragazzi in zona anglofona dove è in corso un conflitto tra separatisti ed esercito regolare. Questa azione di sequestri di massa, senza precedenti in Camerun, ricorda invece i rapimenti di centinaia di ragazze nigeriane da parte dei jihadisti di Boko Haram come quello di Chibok nel 2014, dove oltre 200 ragazze erano state rapite nel loro collegio, suscitando l’indignazione internazionale. Circa settecento alunni frequentano la scuola cristiana presbiteriana, secondo il sito web del collegio che sottolinea come vengano accolti «alunni di tutte le origini religiose e linguistiche del Camerun». Dei ragazzi «sono vittime di una crisi di cui non sono responsabili, nulla può giustificare il sequestro di innocenti», reagisce in questi termini sui social network Allegra Maria Del Pilar Baiocchi, coordinatrice umanitaria dell’Onu per il Camerun. Anche il viceprefetto della regione anglofona è stato rapito domenica.

Una crisi senza precedenti è iniziata dalla fine del 2016 nelle due regioni anglofone del nord ovest e sud ovest del Camerun, trasformandosi in conflitto armato nel 2017, in cui quasi ogni giorno si verificano scontri tra gruppi separatisti ed esercito nella foresta equatoriale. I separatisti hanno decretato il boicottaggio delle scuole locali, ritenendo che il sistema educativo francese estrometta gli studenti anglofoni.

Gli attacchi contro le scuole si sono mano a mano moltiplicati dall’inizio del conflitto e già a metà ottobre secondo fonti locali sei studenti erano stati rapiti in un liceo di Bamenda.

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