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Ramadan di spiritualità e riflessione

· Cominciato fra venerdì e sabato in tutto il mondo il mese dedicato dai musulmani al digiuno ·

Ai musulmani in Italia gli auguri della Conferenza episcopale e dell’Unione delle comunità ebraiche

Il caso più eclatante è stato forse quello siriano dove i rappresentanti del regime e i membri dell’opposizione non hanno cominciato il Ramadan lo stesso giorno: le autorità di Damasco hanno infatti stabilito che sarà oggi, sabato, il primo giorno del mese musulmano dedicato al digiuno, mentre gli oppositori, a maggioranza sunnita, hanno dato il via ieri, venerdì, come ordinato in Arabia Saudita. Per molti Paesi arabi sono infatti i responsabili religiosi di Riyadh a far fede in proposito e, questi ultimi, hanno accertato, giovedì sera, l’avvistamento a occhio nudo del primo quarto crescente dopo la luna nuova, momento che dà il via al Ramadan. Ieri, dunque, il mese sacro è partito in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti, nello Yemen, in Kuwait, in Giordania, in Egitto, in Tunisia, in Algeria, in Sudan, in Libano (per i sunniti) e in Thailandia. Ma è cominciato oggi, sabato, nell’Oman, in Marocco, in Iran, in Iraq e per gli sciiti libanesi, così come in Brunei, in Malaysia, nelle Filippine e in Indonesia, nazione quest’ultima dove vivono circa duecento milioni di musulmani e dove le autorità hanno spiegato, giovedì sera, che «nessun osservatorio astronomico ha scorto la luna crescente da differenti punti del Paese», posticipando di 24 ore l’annuncio. Ma anche qui un’eccezione, con l’organizzazione «Muhammadiyah» (che con i suoi 30 milioni di aderenti è la seconda dell’Indonesia), che ha raccomandato di cominciare il Ramadan venerdì.

Con un comunicato, il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini auspica che «questo momento di forte spiritualità e di solidarietà possa consentire a tutti di coltivare un maggior rispetto, una migliore conoscenza e comprensione degli uni verso gli altri affinché la pace regni in Medio Oriente». Un pensiero particolare va alla Siria: che Dio — si legge — «ispiri i politici a lavorare per la pace, la comprensione, la sicurezza e la stabilità» nel Paese.
Anche l’Unione delle comunità ebraiche italiane augura «a tutti i musulmani d’Italia un proficuo periodo di spiritualità e riflessione. La crisi che stiamo attraversando, economica ma in alcuni casi anche etica, è una sfida per le nostre comunità che, soprattutto in momenti di forte precarietà come quello attuale, sono chiamate a testimoniare e proiettare in tutta la società gli straordinari e antichissimi valori di cui sono portatrici. È un lavoro — si legge in un comunicato a firma del presidente, Renzo Gattegna — che ebrei e musulmani affrontano sempre più spesso sinergicamente consapevoli dei molti orizzonti che ci uniscono e delle numerose battaglie, anche di natura giuridica, che ci vedono su posizioni comuni nel nome del pluralismo e della democrazia».

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16 settembre 2019

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