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Rallenta l’epidemia di peste in Madagascar

· L’Oms invita però a non abbassare la guardia ·

Sembra essere terminata l’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione della peste in Madagascar. Questo è quanto affermato dall’ultimo bollettino di aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo il quale sono stati 1801 i casi di peste nel paese, con 127 morti, dallo scorso agosto al 30 ottobre.

La diminuzione del numero dei casi e dei pazienti ricoverati, afferma l’Oms, è stata riscontrata dalla seconda settimana di ottobre ma, a ogni modo, potrebbero esserci ancora nuove persone infettate dalla malattia sino ad aprile, mese nel quale finisce la stagione tipica della peste in Madagascar.
Secondo l’Oms il rischio che la malattia si diffonda al di fuori dei confini del paese è “molto basso” e non sarebbe necessario porre alcuna limitazione ai viaggi internazionali.
I viaggiatori in arrivo in Madagascar, ricorda l’Oms, «dovrebbero essere informati del rischio, e prendere le misure adeguate, evitando i morsi di zecche e il contatto con animali morti, tessuti e materiali infetti e pazienti con peste polmonare».

La peste è, purtroppo, endemica in Madagascar, dove si diffonde periodicamente. Nel caso di questa epidemia, però, a essere colpite sono state soprattutto le aree urbane non quelle rurali. Il 55 per cento dei casi, infatti, è stato registrato tra la capitale Antananarivo e Toamasina, le due città più grandi del Madagascar. Il tipo di peste responsabile di questa epidemia è quello pneumonico, la forma più letale, con un tasso di mortalità, se non trattata, vicino al cento per cento. Se curata con antibiotici, invece, la malattia ha un basso tasso di mortalità. Altamente contagiosa, la peste può essere trasmessa da uomo a uomo attraverso la tosse.

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26 febbraio 2020

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