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Raid sullo Yemen

· L’Onu tenta di ottenere una tregua umanitaria ·

L’aviazione della coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha continuato nelle ultime ore a compiere raid sullo Yemen, nonostante la presenza nella capitale Sana’a dell’inviato speciale delle Nazioni Unite, Ibrahim Ismail Ould Cheikh Ahmed, che sta cercando di ottenere tra le parti in conflitto una tregua umanitaria.

A Sana’a i raid hanno colpito il quartier generale del partito dell’ex presidente Ali Abdallah Saleh, alleato dei ribelli sciiti huthi. E sarebbe, secondo i media locali, di oltre 40 morti il bilancio di un bombardamento che ha preso di mira un mercato del bestiame nella provincia di Lahj, nel sud del Paese. E, nel frattempo, si combatte da due giorni nella periferia di Aden — la seconda città del Paese — dove le forze fedeli al presidente yemenita, Abd Rabbo Mansour Hadi, hanno conquistato la base militare 31 che si trova nella zona di Bir Ahmed, un sito strategico. Si registrano anche scontri faccia a faccia tra le due milizie contrapposte che utilizzano armi leggere. Domenica, è arrivato a Sana’a l’inviato speciale dell’Onu per un nuovo tentativo di ottenere una tregua umanitaria e la sospensione delle ostilità da parte dei ribelli sciiti huthi e le milizie lealiste che fanno fronte alla loro avanzata nelle regioni meridionali, centrali e orientali dello Yemen.

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18 febbraio 2020

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