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Raid statunitensi in Libia

· ​Decine di miliziani dell’Is uccisi a quaranta chilometri da Sirte ·

Tripoli, 20. Una tempesta di fuoco si è abbattuta su due campi del cosiddetto stato islamico (Is) in Libia, a poco più di quaranta chilometri a sud-ovest di Sirte. A colpire i bombardieri b-2 statunitensi, affiancati da alcuni droni. L’operazione si è svolta meno di un mese dopo l’annuncio del Pentagono sulla fine della campagna aerea nel paese nordafricano. Il presidente uscente, Barack Obama, ha dato invece il via libera al suo ultimo raid. Il segretario alla difesa statunitense, Ashton Carter, ha reso noto che nelle operazioni sono stati uccisi più di 80 combattenti dell’Is.

L’attacco è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì. Il portavoce del Pentagono, Peter Cook, ha spiegato che si stanno ancora valutando i risultati. Ma le prime indicazioni parlano di un successo, con l’uccisione di decine di jihadisti, tutti fuggiti da Sirte lo scorso autunno, quando l’ex roccaforte libica del cosiddetto stato islamico subì l’offensiva finale. L’attacco venne condotto dalle forze libiche fedeli a Tripoli appoggiate dagli Stati Uniti anche con la campagna aerea denominata Operation Odissey Lightning, che a oggi conta oltre 500 raid aerei.

Tra le vittime dell’ultimo attacco ai due campi a sud-ovest di Sirte — assicurano le autorità statunitensi — non ci dovrebbero essere civili. L’azione si è svolta infatti in una zona remota e desertica del paese, dove si trovano altri due campi usati dai jihadisti ma oramai vuoti. A supporto dell’operazione anche una nave da guerra statunitense equipaggiata con i missili Tomahawk, ma non si sarebbe reso necessario il suo intervento. 

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