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Raid statunitense
in Libia

· ​Sarebbe stato ucciso un leader di Al Qaeda ·

L’impianto algerino di In Amenas (Ap)

Un raid statunitense in Libia potrebbe aver colpito uno dei più ricercati leader di Al Qaeda: Mokhtar Belmokhtar, mente del sanguinoso attacco all’impianto Amenas in Algeria del 2013, che si concluse con una strage: 35 ostaggi uccisi. Il condizionale è d’obbligo, in assenza di fonti ufficiali, perché Mokhtar, come prima di lui altre primule rosse del terrore, è stato più volte dato per morto. Per il momento il Pentagono ha confermato il raid, condotto nella notte tra sabato e domenica, ha confermato che l’obiettivo del bombardamento aereo era «un terrorista associato ad Al Qaeda» che «rappresenta una minaccia per gli interessi dell’America e dell’Occidente». Ma non una parola sui dettagli dell’operazione e, soprattutto, sul suo esito. A parlare della morte del jihadista, responsabile di numerosi attentati e rapimenti, è stato il Governo libico di Tobruk riconosciuto dalla comunità internazionale. Una lunga dichiarazione per precisare innanzitutto che gli Stati Uniti non hanno agito in maniera unilaterale: il Governo era a conoscenza delle intenzioni di Washington, si è trattato di un raid antiterrorismo «concordato», e pertanto gli Stati Uniti erano autorizzati a intervenire contro i vertici di Al Qaeda. 

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24 agosto 2019

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