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Raid aereo nel Sinai
contro i gruppi terroristici

· Venti morti nell’azione decisa dopo un attacco suicida ·

Un raid aereo avvenuto nel Sinai settentrionale avrebbe ucciso almeno 20 militanti islamici. È quanto hanno riferito le Forze di sicurezza egiziane nella serata di ieri. Secondo fonti di stampa locali, durante il raid dell’aviazione egiziana sarebbero stati colpiti oltre cento nascondigli dei militanti situati nella città di El Arich e in quella di Bir al Abd.

Gli aerei si sono alzati in volo dopo che un uomo si è fatto esplodere sempre nell’area settentrionale della penisola, a Sheikh Zuweid, provocando la morte di due persone, un civile e un militare. L’attentato, verificatosi giovedì, è stato rivendicato ieri dal sedicente Stato islamico (Is) che ha diffuso, in un sito affiliato, una nota in cui si fornivano particolari dell’accaduto.

A farsi esplodere nei pressi di un checkpoint dell’esercito, all’alba di ieri, è stato dunque il miliziano Abu Omar El-Seedy. Le forze di sicurezza hanno confermato che l’attentatore ha voluto colpire un mezzo blindato vicino al mercato della città, provocando anche tre feriti tra le fila dei militari.

Nei giorni scorsi, si ricorda, i miliziani dell’Is hanno decapitato almeno quattro persone e rapita una quinta, nella piccola città di Bir al Abd, dove ieri l’aviazione egiziana ha condotto i suoi raid. Nel rivendicare anche quell’attacco i rappresentanti dell’Is avevano dichiarato che le vittime e l’uomo rapito erano accusati di aver collaborato con le forze di sicurezza.

La regione del Sinai settentrionale continua pertanto a essere oggetto di attacchi da parte dei miliziani del sedicente stato islamico e di gruppi terroristici a loro affiliati. Lo scorso 26 giugno un ufficiale di polizia e sei militari di leva sono stati uccisi in una serie di attacchi coordinati condotti contro tre diversi posti di controllo nella zona di El Arish, nel nord del Sinai.

Mentre lo scorso 5 giugno otto persone sono rimaste uccise in un altro attacco avvenuto a ovest di El Arish. Anche in questo caso l’Is ne ha rivendicato la responsabilità.

In considerazione dello stato di tensione in cui è costretto a vivere non solo il Sinai ma anche diverse altre zone del paese, il parlamento ha deciso, lo scorso 11 luglio, di estendere per altri tre mesi — per la nona volta consecutiva — lo stato di emergenza. Stato di emergenza che è entrato in vigore dopo l’attacco terroristico avvenuto a danno di due chiese cristiane nella Domenica delle palme del 2017 e che aveva provocato la morte di 48 persone.

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09 dicembre 2019

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