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Ragazze greche in fuga per diventare suore

Nel 1962 sei ventenni provenienti dallo stesso villaggio greco fuggirono dalle famiglie perché impossibilitate a realizzare il loro sogno, quello di diventare suore. La vicenda è all’origine del Lyrio Children’s Village, un piccolo agglomerato di cinque case tra le montagne a trenta chilometri da Atene che da cinque decadi accoglie bimbi abbandonati: le sei ragazze di allora sono arrivate a occuparsi di trecento minori. La storia è stata raccontata dalla regista americana Valerie Kontakos, che ha girato il documentario Mana (mamma in greco) su queste incredibili «femministe», andate «contro tutti per fondare un loro ordine religioso e prendersi cura dei più piccoli», riuscendovi solo grazie agli aiuti dei privati, senza alcun finanziamento pubblico. Passo dopo passo queste donne sono diventate un punto di riferimento per tutto il Paese, distinguendosi anche per un approccio molto diverso da quello usato di solito dalle istituzioni. Quando un bambino viene loro affidato, queste religiose cercano innanzitutto la presenza di eventuali fratelli in altri istituti per il ricongiungimento. I ragazzi non devono lasciare la casa a 18 anni, potendo scegliere di rimanere. Oggi a gestire questo «villaggio di bambini» sono rimaste quattro sorelle (una è morta e una sesta lavora in una casa che accoglie donne vedove): Maria, Dorothea, Parthenia e Kaliniki i loro nomi.

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16 dicembre 2019

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