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Rafforzate le sanzioni
alla Corea del Nord

· Dalla camera dei rappresentanti di Washington ·

La camera dei rappresentanti statunitense ha votato ieri sera, con una schiacciante maggioranza (419 a favore e uno solo contrario), il rafforzamento delle sanzioni contro la Corea del Nord, dopo i ripetuti test missilistici del regime comunista di Pyongyang. Il testo — che prevede il taglio delle fonti di finanziamento internazionale al paese asiatico — deve ora passare al senato, dove l’approvazione è altrettanto scontata. La norma, in sintesi, punta di impedire a quelle società di qualsiasi nazione (inclusa la Cina, alleato di Pyongyang, anche se ultimamente con qualche riserva) che fanno affari con il regime di Kim Jong-un di avere contatti con compagnie statunitensi.

Il testo concede anche tre mesi di tempo all’amministrazione Trump per reinserire la Corea del Nord nella lista dei cosiddetti stati «sponsor del terrorismo», da cui era stata rimossa nel 2008 quando erano stati conclusi negoziati che Pyongyang non ha poi rispettato. Sulla sempre più tesa situazione nella penisola coreana è intervenuto il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavorv. Citato dall’agenzia di stampa russa Ria, il capo della diplomazia di Mosca ha detto che, riguardo alla questione del nucleare nordcoreano, «siamo convinti che esista solo una soluzione politica: qualunque tentativo di risolvere la situazione con i mezzi militari sarà distruttivo». In un’insolita critica diretta contro la Cina, la Corea del Nord ha affermato che i «commenti sconsiderati» di Pechino sul programma nucleare di Pyongyang stanno mettendo alla prova la sua pazienza e potrebbero causare «serie conseguenze», non meglio specificate. La Cina, principale partner commerciale della Corea del Nord, aveva infatti sollecitato Pyongyang a fermare le attività nucleari e missilistiche dopo la richiesta degli Stati Uniti.  

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15 settembre 2019

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