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Per rafforzare il legame con Riad

· Visita in Arabia Saudita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama ·

Rafforzare quel legame che in passato ha fatto dell’Arabia Saudita il principale alleato degli Stati Uniti nella regione del Golfo e fare il punto sulla situazione nella lotta al terrorismo di matrice islamica. Con questi obiettivi è iniziata ieri sera la missione di Barack Obama a Riad. L’inquilino della Casa Bianca parteciperà ai funerali del defunto re Abdullah e incontrerà il nuovo sovrano, Salman bin Abdulaziz Al Saud. 

Nonostante le tante incomprensioni degli ultimi anni — dicono gli analisti — Obama è pronto a confermare al nuovo re che gli Stati Uniti puntano molto sulla corona saudita nella loro strategia in Medio e Vicino oriente. Con Obama alla Casa Bianca, i rapporti tra Washington e Riad si sono molto raffreddati rispetto ai tempi dell’Amministrazione Bush. Ma per gli analisti i due Paesi non hanno alcuna intenzione di allentare ancora il profondo legame che li unisce anche perché sono troppo forti gli interessi in comune: dal petrolio alla lotta al terrorismo. Obama sa bene che la decisione di Riad di mantenere alta la produzione di greggio sta favorendo quel calo dei prezzi determinante per la ripresa dell’economia americana. E vuole assicurarsi che tale trend prosegua. Riad conta invece sempre sull’ombrello militare statunitense per fare fronte a nuove minacce. In particolare, sul fronte della guerra all’Is e ai gruppi legati ad Al Qaeda nella Penisola arabica, il presidente americano sa di non potersi permettere di trascurare un alleato che in questi anni ha combattuto ferocemente contro i qaedisti. Senza contare che i sauditi sono tra i principali partner nella coalizione internazionale anti-Is, partecipando ai raid aerei in Iraq e in Siria contro i militanti di Al Baghdadi.

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15 dicembre 2019

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