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Radici del nostro mondo

· Sulla via di Santiago ·

Il settimanale spagnolo «Vida Nueva» lo ha definito il primo pellegrinaggio interreligioso della storia. Si concluderà domenica 6 settembre, dopo centosette chilometri, ed è stato intrapreso da circa centoventi fedeli cattolici, ebrei, buddisti, musulmani, bahai e induisti, lungo il cosiddetto «Cammino francese verso Santiago de Compostela». Cominciato il 30 agosto con lo slogan Un mondo differente è possibile, il pellegrinaggio — promosso da molteplici organismi delle religioni partecipanti — cerca di mostrare alla società che «le diverse vite spirituali sono un segno chiaro di dialogo, convivenza e sviluppo, dove le differenti religioni non separano ma uniscono».

I partecipanti sono partiti dal monastero di Santa María de Carbajal, a León, e hanno poi intrapreso un percorso a piedi scandito da sei tappe che li condurrà (passando per Astorga, Ponferrada, Villafranca del Bierzo, Sarria, Portomarín, Melide e Arzúa) fino a Santiago de Compostela.

Il Camino Francés in realtà comincia molto prima, a Saint-Jean-Pied-de-Port, sul versante francese dei Pirenei, ed è lungo complessivamente settecentosettanta chilometri. Il fascino di questo pellegrinaggio, «la sua fama, la sua capacità di attrarre viaggiatori grazie alla combinazione di bellezza e spiritualità, non cessa di conquistare nuovi territori», scrive Guillermo Altares su «El País» di giovedì 3 settembre, ricordando che l’ambasciatore giapponese in Spagna, Kazuhiko Koshikawa, ha appena firmato con il presidente della Xunta de Galicia, Alberto Núñez Feijóo, un accordo per gemellare la Ruta Jacobea (il tragitto compreso fra Oviedo e Santiago de Compostela che, a Melide, si unisce al Camino Francés) con un pellegrinaggio buddista e shintoista nell’isola di Shikoku, lo Shikoku-Henro.

Anche il celebre storico e medievalista francese Jacques Le Goff parla del Camino de Santiago nel libro L’Europe est-elle née au Moyen Âge? (2003), spiegando il ruolo cruciale che il pellegrinaggio ha avuto nella costruzione dell’Europa. Altares, nell’articolo, cita una delle ultime interviste di Le Goff nella quale sottolineò che «la rete ecclesiastica, con i suoi vescovadi, monasteri, strutturò il continente da nord a sud». Radici europee, del mondo, si incontrano ovunque, qua e là, lungo il suo suggestivo itinerario e la “ricchezza” del Medioevo forse sarebbe stata monca senza il Cammino di Santiago, oggi trasformato in una strada planetaria, in un «marchio globale registrato», come titola il quotidiano spagnolo.

di Giovanni Zavatta

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21 agosto 2019

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