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Giornali medievali

· La cultura prima della stampa ·

Sono stati setacciati archivi e biblioteche di mezzo mondo, in Italia, in Europa e in America, per costruire questo sontuoso I libri dei patriarchi, pubblicato a cura di Cesare Scalon per iniziativa dell’Istituto Pio Paschini di Udine e della Deputazione di Storia patria del Friuli (Pasian di Prato, Lithostampa, 2014, pagine xv+462, euro 60).

Epistolario del patriarca Antonio Pancera con il suo stemma (prima metà del XV secolo)

Lo scrive Gianpaolo Romanato precisando che il volume descrive da diversi punti di vista la cultura del Friuli medievale, illustrando i codici, cioè i libri manoscritti, che sono giunti fino a noi e che sono legati al mondo friulano o perché prodotti in Friuli, o perché appartenuti a personaggi friulani, o perché transitati attraverso il suo territorio.

È noto che la produzione libraria medievale è stata in gran parte perduta. In gran parte, ma non totalmente. Ciò che si è salvato, nella sua interezza o per frammenti, è sufficiente a restituirci i contorni culturali dell’età di mezzo. Non solo, ma poiché i codici erano una sorta di work in progress, dato che a margine delle pagine sono rimaste innumerevoli annotazioni aggiunte dai lettori, possessori, venditori o acquirenti, questi testi diventano un giornale della quotidianità medievale, dal quale possiamo ricavare notizie sui passaggi di mano dei libri, su chi li leggeva, chi li vendeva o li acquistava, dove e perché si conservavano.  

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20 novembre 2019

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