Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Quindici giovani minatori muoiono in un pozzo abusivo

· ​La tragedia in India provocata dall’improvvisa piena di un fiume ·

Una storia tragica, dalle tante sfaccettature, che porta a galla una realtà troppo spesso dimenticata. Due settimane fa, nella miniera abusiva di Ksan, nella regione indiana della Jaintia orientale, quindici giovani minatori appena maggiorenni sono annegati, rimanendo intrappolati a cento metri dalla superficie. L’improvvisa piena del fiume Lytein ha invaso la miniera, profonda almeno cento metri e che si articola in una serie di cunicoli strettissimi. I soccorsi sono scattati a rilento a causa del maltempo e dell’isolamento della zona.

I primi soccorsi sul luogo della tragedia (Reuters)

Solo ieri, grazie alla denuncia dei media e all’attenzione di qualche politico locale, i sommozzatori della marina militare sono intervenuti. Sono riusciti a salvare soltanto uno dei giovani minatori. Gli altri sono tutti morti. «L’acqua saliva rapidissima» racconta il superstite Soyeb Ali, 22 anni, intervistato dalla stampa. «Mi sono aggrappato e sono riuscito a salvarmi. Tra chi è rimasto sotto ci sono i miei amici Shaber, Amir e Moinul. Tutti di Panbari, il mio villaggio giù a valle, nell’Assam. Sapevano che questa miniera non era sicura e che l’acqua sarebbe potuta arrivare in qualsiasi momento. Ma noi lavoriamo per combattere la povertà».

Quello della miniera di Ksan è un dramma che parla di un fenomeno tutto indiano, purtroppo molto complesso, nel quale s’intrecciano sfruttamento del lavoro minorile — i giovani minatori erano pagati meno di dieci euro al giorno — tratta di esseri umani, corruzione della politica locale, mancanza di sicurezza e criminalità organizzata. Il nord est indiano è una delle regioni più povere del mondo e la cosiddetta “mafia del carbone” domina incontrastata. In India oltre il 10 per cento dei bambini di età compresa tra i cinque e i quattordici anni è costretto a lavorare.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

17 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE