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Quindici anni
per un mondo a misura di donna

· Per l’Onu obiettivo parità di genere entro il 2030 ·

«Il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare alla parità di genere entro il 2030» ha detto il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, aprendo ieri i lavori della 59ª sessione della Commissione sulla condizione femminile. Quindici anni è dunque il tempo che l’Onu si dà per realizzare un mondo a misura delle donne, per superare ingiustizie più che plurisecolari, per sanare ferite che l’epoca recente ha reso, se possibili, anche più profonde.

Né sembra un compito facile o un tempo sufficiente se solo si riflette sulla condizione attuale. «Le donne continuano a soffrire in modo sproporzionato per la crisi economica, per gli impatti dei cambiamenti climatici, per gli spostamenti causati dai conflitti e dalle persecuzioni» ha detto ancora Ban Ki-moon, ricordando, tra l’altro, che «i gruppi estremisti continuano ad attaccare ferocemente e sistematicamente le ragazze e le donne». La comunità internazionale è quindi chiamata a «tradurre la sua indignazione in aiuto, servizi, sostegno e giustizia», ha sottolineato il segretario dell’Onu, rimarcando come a questo scopo sia «fondamentale che gli uomini cambino mentalità, altrimenti non si riuscirà neppure a mutare questa situazione». Del resto, a pesare soprattutto sulle donne non sono solo le grandi tragedie o le grandi emergenze. C’è per loro una dimensione quotidiana — in ogni contesto sociale e in ogni Paese, sia pure con diverse accentuazioni — di ingiustizia e di violenza. Ne dà la misura, tra l’altro, l’ultimo rapporto sulla condizione femminile presentato proprio ieri da Ban Ki-moon. Ne emerge che il 35 per cento delle donne in tutto il mondo hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Questo tragico dato rimane ostinatamente alto sia nei Paesi ricchi sia in quelli poveri, sia dove è in atto una guerra sia dove c’è la pace, almeno nel senso che tacciono le armi.

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16 novembre 2019

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