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Questione di giustizia

· La quaresima e la campagna per il diritto a rimanere nella propria terra ·

«In un mondo di muri eretti e di frontiere chiuse la questione profughi non è solo un’emergenza: è un segno dei tempi». Parole con cui, in occasione della quaresima, don Michele Autuoro, direttore della Fondazione Missio, lancia un appello alle diocesi italiane perché partecipino attivamente alla campagna di «microrealizzazioni giubilari» lanciata insieme a Caritas e Focsiv. Iniziativa nata per promuovere e garantire a ciascuno il diritto di restare nel proprio Paese vivendo in modo dignitoso.

«Non è una campagna per dire ai migranti: rimanete lì», puntualizza il direttore di Missio, organismo collegato alla Conferenza episcopale italiana, ma un segno di «solidarietà con i Paesi di provenienza dei migranti». Anche perché, ricorda, «Giubileo vuol dire anche “restituzione”». E, dunque, anche ripristino della giustizia sociale.

Il sacerdote, intervistato dall’agenzia Sir, ricorda come «il Papa di fronte alla tragedia dei profughi che fuggono dalla morte, dalla fame, dalla guerra, dai disastri ambientali, ci ha esortato a essere prossimi, a dare una speranza concreta a queste persone. L’invito di Francesco è stato raccolto dai vescovi come impegno per vivere concretamente il giubileo della misericordia: anche perché il giubileo, come si legge nel Levitico, trova il suo significato autentico nella restituzione dell’uguaglianza tra tutti i figli di Israele. Alle famiglie che hanno perso la terra, la casa, la patria, va restituito tutto: si tratta di una restituzione di dignità, ma anche di beni, perché tutti hanno bisogno di una pienezza di vita».

Papa Francesco, con il giubileo, indica infatti la via dell’accoglienza e della carità concreta. E la Chiesa in Italia è da sempre in prima fila nel servizio, nella tutela, nell’accompagnamento dei più poveri. Così, di fronte al dramma dei migranti che continuano a perdere la vita lungo le diverse rotte della disperazione, recentemente il Consiglio permanente dell’episcopato ha approvato un vademecum con una serie di indicazioni pratiche per le diocesi italiane circa l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati in Italia e per la solidarietà con i Paesi di provenienza dei migranti. Al punto 7 di tale vademecum si evidenzia che «il doveroso impegno di accoglienza non deve farci dimenticare le cause del cammino e della fuga dei migranti che arrivano nelle nostre comunità: guerre, fame, disastri ambientali, persecuzioni politiche e religiose» e sollecita gli organismi caritativi della comunità cristiana a riconoscere il «diritto a restare nella propria terra».

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12 dicembre 2019

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