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Questione
di bulimia

· ​Le acquisizioni che hanno fatto la storia della Biblioteca Apostolica Vaticana nel Seicento ·

Tutte le grandi biblioteche d’Europa — da Parigi a Londra, da Madrid a San Pietroburgo — nel corso della loro storia si sono dimostrate onnivore, bulimiche. Lo scrive Antonio Paolucci aggiungendo che hanno via via assorbito e fatto proprie biblioteche minori: di privati, di città e di Stati, di corporazioni clericali, di istituti civili o ecclesiastici, di accademie e di università.

Una pagina dall’Evangeliario di Lorsch (VIII-IX secolo)

La Biblioteca Apostolica Vaticana (Bav) non fa eccezione. Nel Seicento, il secolo nel quale assunse i caratteri generali che ancora la caratterizzano, ha acquisito ben tre grandi fondi librari: la Biblioteca di Urbino che era stata di Federico da Montefeltro e poi dei Della Rovere, la Palatina di Heidelberg e quella appartenuta a Cristina di Svezia. Per queste ragioni il terzo monumentale volume che la Bav dedica alla sua storia e che è affidato alle cure di Claudia Montuschi si intitola La Vaticana nel Seicento (1590-1700) – Una biblioteca di biblioteche (Città del Vaticano, 2014, pagine 912, euro 200).

Il Seicento è stato un secolo grande e contrastato nella storia della Chiesa, un secolo di luci e di ombre. Ce lo ricorda Ambrogio Piazzoni nel lungo e bel saggio che introduce il volume. È un secolo che si apre (1600) con il rogo di Giordano Bruno in Campo dei Fiori e si chiude nel 1700 con la morte di Clemente XII Pignatelli, un Papa che fu eletto dopo cinque mesi di conclave perché tanto tempo fu necessario alle cancellerie delle potenze europee per mettersi d’accordo sul nome del Pontefice. Per tutto il secolo il papato ha navigato in precario equilibrio fra Madrid e Parigi, ora inclinando verso l’una, ora verso l’altra capitale. Se per il popolo valeva il celebre assioma poi diventato proverbiale del “Francia o Spagna purché si magna”, per la Sede Apostolica erano necessari prodigi di funambolico equilibrismo diplomatico per ritagliarsi un autonomo spazio d’azione.

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23 marzo 2019

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