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Questione d’equilibrio

· Dialogo strategico tra Stati Uniti e Cina ·

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha sollecitato i leader cinesi a implementare politiche volte a creare un rapporto economico più equilibrato tra i due Paesi, e ha anche espresso preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Cina. Lo riferisce una nota della Casa Bianca. Obama, durante colloqui con il vicepremier cinese, Wang Qishan, e il consigliere di Stato, Dai Bingguo, ha anche discusso una proposta di collaborazione volta a prevenire lo sviluppo di armamenti nucleari in Iran e a convincere la Corea del Nord ad abbandonare i suoi programmi nucleari. I colloqui alla Casa Bianca sono seguiti a una giornata di incontri tra alti funzionari statunitensi e cinesi, nell’ambito di un dialogo strategico ed economico tra le due maggiori potenze economiche del mondo.

La Cina non è una «minaccia» per gli Stati Uniti. I rapporti fra le due superpotenze hanno alti e bassi, con punti di scontro ma anche di condivisione. Washington e Pechino devono «lavorare insieme» e le riforme da portare avanti nei due Paesi per affrontare le diverse sfide «non sono in contrasto». Le autorità americane e cinesi tornano a incontrarsi nel consueto appuntamento annuale del dialogo strategico economico, e a continuare sulla strada del confronto su temi oggetto del braccio di ferro da diverso tempo: lo yuan e i diritti umani. «Alcuni ritengono che i progressi della Cina sono una minaccia per gli Stati Uniti, altri che l’Amministrazione americana cerchi di fermare Pechino. Noi respingiamo ambedue le visioni» ha affermato il segretario di Stato, Hillary Clinton.

Le sue parole però non sembrano convincere il Congresso, dove in un progetto di legge è stata inserita una misura che chiede al Pentagono di valutare se il debito americano verso la Cina sia una minaccia per la sicurezza nazionale. La Cina è il primo creditore estero degli Stati Uniti. Gli obiettivi economici di Pechino e Washington, anche se differenti, «non sono in conflitto. Le riforme che dobbiamo portare avanti per affrontare le diverse sfide non sono in contrasto e la forza delle nostre economie è complementare» ha messo in evidenza il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, ribadendo che uno yuan più forte è una priorità. La Cina — ammette — si sta muovendo verso un rapporto tra valute più flessibile, ma deve andare avanti»: gli Stati Uniti vogliono «continuare il dialogo con la Cina per un tasso di cambio più flessibile e un mercato dei capitali più aperto».

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07 dicembre 2019

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