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Questa è un’emergenza umanitaria

· Dichiarazione congiunta dei vescovi sul fenomeno dei bambini che emigrano verso gli Stati Uniti ·

Città del Messico, 11. «Questi bambini hanno lasciato i propri Paesi spinti dalla povertà, dalla violenza e dal desiderio di ritrovare i loro genitori o i familiari che sono già emigrati, e ora, dopo aver affrontato ogni genere di difficoltà e pericolo, vivono una terribile emergenza umanitaria. Tale drammatica situazione ci riguarda tutti e dobbiamo impegnarci a “globalizzare la solidarietà” riconoscendo, rispettando, promuovendo e difendendo la vita, la dignità e i diritti di tutte le persone, indipendentemente dal loro status di migranti». È quanto si legge in un messaggio congiunto diffuso dalle Conferenze episcopali di Honduras, Messico, El Salvador, Guatemala e Stati Uniti.

I vescovi si dicono «profondamente commossi» dalla sofferenza di migliaia di bambini e adolescenti emigrati dal Centro America e dal Messico verso gli Stati Uniti e ora detenuti, in attesa di essere rimandati nei loro Paesi di origine. «Mossi dall’amore di Cristo», hanno voluto manifestare ai piccoli migranti e alle famiglie la loro solidarietà e il loro impegno, oltre alle loro preghiere.

«Guardiamo con speranza — si legge nella nota che porta la firma, tra gli altri, del cardinale arcivescovo di Tegucigalpa, Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, e del cardinale arcivescovo di Guadalajara, Francisco Robles Ortega — alla Dichiarazione straordinaria di Managua, in cui i Paesi membri della Conferenza regionale sulla migrazione (Belize, Canada, Costa Rica, El Salvador, Stati Uniti, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama e Repubblica Dominicana) hanno riconosciuto la corresponsabilità regionale e si sono impegnati ad attuare misure globali e articolate al fine di garantire al meglio gli interessi dei bambini e degli adolescenti, come anche l’unità familiare, a diffondere informazioni precise sui “pericoli del viaggio” e dell’inesistenza dei permessi per coloro che giungono negli Stati Uniti, a lottare contro i gruppi criminosi del traffico illecito e della tratta di esseri umani, a migliorare le pratiche migratorie».

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