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Quello che in realtà
unisce

· Nella dottrina sulla giustificazione ·

Pubblichiamo ampi stralci dell’intervento che il cardinale presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, nell’ambito del cinquecentenario della Riforma, ha pronunciato il 13 febbraio scorso a Roma, nell’aula magna della facoltà valdese di teologia, sul tema «Il primato dell’accogliere rispetto al fare. Sull’attualità della dottrina cristiana della giustificazione».

La cattedrale di Lund, dove Papa Francesco ha partecipato il 31 ottobre scorso alla commemorazione comune cattolico -  luterana della Riforma

Nel 2017, il mondo cristiano commemora i cinquecento anni della Riforma. Trattandosi del primo centenario della Riforma in epoca ecumenica, a connotare la commemorazione non saranno più toni confessionalmente faziosi e polemici, ma uno spirito ecumenico. Queste circostanze favorevoli sono dovute in particolare al fatto che non ricorderemo soltanto i cinquecento anni della Riforma, ma anche cinquant’anni di intenso dialogo tra cattolici e protestanti, un lasso di tempo durante il quale abbiamo potuto scoprire quanto ci accomuna. Risultato positivo dei dialoghi ecumenici è stato quello di mostrare che, nelle verità fondamentali della fede cristiana, è stato possibile formulare un consenso ecumenico, evidenziando altresì che le differenze teologiche tuttora esistenti non mettono in discussione tale consenso e che, di conseguenza, le condanne dottrinali del XVI secolo, sia da parte cattolica che da parte protestante, non hanno oggi più valenza tra i partner ecumenici.

di Kurt Koch

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23 ottobre 2019

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